• Tre giorni di pura “vita” a Palermo (secondo giorno)…..

    Secondo giorno a Palermo (ottobre 2016)

    Un buon risveglio …. dopo una notte cullati dalle onde … e la prima cosa che fa il Pikaciccio è mettere i piedi nell’acqua …..

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    e così siamo tutti pronti per girovagare per Palermo e cercare di vedere e assaggiare tutto quello che riusciamo.

    Palermo è stata nominata Capitale Italiana della cultura per il 2018……. e in effetti  la cultura si respira ovunque …..

    Ogni via …. ogni piazza … e ogni persona parla di cultura …. anzi di culture ….. perchè Palermo ne ha viste un po’ di tutti i colori …di religioni …. e di architetture.

    I tesori da vedere sono tantissimi………

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    Non ci accorgiamo nemmeno di quanti chilometri a piedi percorriamo ……..

    L’ideale per visitare il centro storico è proprio andare a piedi…….

    Un’altra cosa che ci colpisce della città e l’innumerervole numero di teatri … grandi e i piccoli …. pubblici e privati… incuriositi entriamo ed andiamo a vederne uno…..la luce è poca … il fascino tanto … speriamo si veda anche nella foto

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    Palermo è anche cucina e street food ovunque ( faremo un articolo solo per quello )….e quindi memori di una puntata di “Unti e bisunti” di chef Rubio ci mettiamo alla ricerca del famoso Ninu u ballerino …..

    Basta chiedere a chiunque e tutti lo conoscono …….

    Oggi si mangia qui !! la scelta è d’obbligo …. i piatti sono tantissimi …… i prezzi bassissimi ….. i sapori autentici ….. proprio come Ninu che quando ti preparara il suo famoso panino sembra eseguire una danza.

    Il pomeriggio abbiamo appuntamento con due cari amici di Palermo Francesca e Franco davanti alla cattedrale…. quale migliore occasione per visitarla…….

    E’ una chiesa immensa… in stile siculo normanno e fu costruita alla fine del XII secolo ….. al posto di una grande moschea araba …. ha subito poi negli anni una  serie di trasformazioni. A noi è piaciuto  moltissimo la parte esterna per i suoi colori, per i contrasti e per lo stile, forse un po’ meno l’interno …. molto bello ma eccessivamente ricco.

    Vale proprio la pena di visitarla ….

    Ed ecco arrivare i nostri amici …. che bello rivedersi dopo tanti anni !

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    Sono due persone fantastiche… ospitali all’ennesima potenza e ci portano ad assaggiare la cassata in una famosa pasticceria di Palermo …..

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    è assolutamente da provare anche se non amate i dolci….

    E per finire sono talmente carini che ci regalo un cabaret di frutta martorana, che è tradizione regalare alla festa dei defunti…. perchè un’antica leggenda racconta che i morti passasero e lasciassero in regalo ai bambini questi dolci coloratissimi… in modo che sentissero piu vicine le persone scomparse.

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    Camminiamo un po’ per il centro ….e torniamo a fare un riposino alla barca dove ci aspettano Waldi e Sara… e sorpresa anche Innocenzo e sua moglie Guendalina, che sono venuti a vedere come sta andando il nostro soggiorno…. Quale migliore occasione per gustare assieme il regalo appena ricevuto….

    Un po’ di riposo … e la sera decidiamo di andare vedere il mercato della Vucciria e di fermarci a mangiare direttamente all’interno del mercato.

    Raggiungiamo il mercato a piedi …. e tra un banchetto e l’altro arriviamo….  nella piazzetta centrale, dove dovremmo trovare chi cucina il polipo …. ma troviamo molto di più …. un banco intero di specialità palermitane che vengono cotte al momento…….. e che possiamo mangiare li su un tavolino improvvisato. Facciamo il nostro ordine …………..ogni volta che è pronto qualcosa il nostro nome viene urlato in  mezzo alla piazza……….abbiamo voluto assaggiare praticamente tutto e quindi …… si sentiva solo Stefano…. Stefano … Stefano …….

     

    Anche stasera … abbiamo mangiato di tutto e di più … sapori veri … autentici.

    Prima di andare a riposare …. facciamo ancora 4 passi per il quartire della Kalsa dove ci troviamo davanti alla casa di Paolo Borsellino…

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    Buona notte a tutti …… domani si va a Mondello ……

    Alla prossima puntata….. ciaoo

  • Ricordando Palermo….pasta alla Norma del Pikaciccio

    L’altra sera dopo aver preparato sul blog un paio di articoli sul nostro viaggio a Palermo …. ci è venuta voglia di riassoporare i sapori di Sicilia ….. e quindi abbiamo deciso di preparare la nostra versione della famosa pasta alla Norma.

    Facile veloce, sana ed economica …. ma ricca di sapore

    Ingredienti  per 4 persone :

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    400 gr di fusilli integrali

    1 melanzana

    30 gr. mandorle

    1 scalogno

    250 gr di passata di pomodoro

    15 pomodorini ciliegino

    30 gr di mandorle sgusciate

    80 gr di pecorino

    olio evo

    sale q.b.

    peperoncino  ( a chi piace)

     

    Preparazione :

    Tritate finemente le mandorle e tagliate lo scalogno.

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    In una pentola mettete l’olio e fate soffriggere lo scalogno insieme alle mandorle, aggiungete poi la melanzana a tagliata a pezzetti.

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    Lasciate cuoecere a fuoco medio per almeno 15 minuti fno a quando le melanzane non saranno morbide…. all’occorrenza se vedete che si attaccano aggiungete un po’ di acqua di cottura della pasta.

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    Aggiungete poi i pomodorini tagliati a metà e la salsa di pomodoro.

    Salate e pepate a vostro gusto e lasciate cuocere a fuoco medio per almeno 15 minuti.

    Nel frettaempo fate bollire l’acqua e fate cuocere i fusilli integrali, conditeli poi con il sugo, il basilico e il pecorino …. e un filo d’olio a crudo.

    Piatto pronto ….  e stasera un po’ di Palermo è con noi

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  • Tre giorni di  pura “vita ” a Palermo (primo giorno)

    Questo viaggio parte dalla voglia di ripartire….

    Siamo a fine maggio 2016 e appena tornati con Sara e Wladi dalla Grecia…… siamo stati talmente bene…. che abbiamo voglia di ripartire e quindi …… una breve consultazione fra noi ….. una carrellata di voli low cost …. e la decisione è presa ! ad ottobre si fa un week end lungo a Palermo tutti insieme.

    Pika che nel gruppo ha il ruolo dell’organizzatrice  comincia a cercare  un appoggio per dormire … e su Booking.com trova qualcosa di interessante un b&b che per dormire mette a disposizione anche una barca ormeggiata al porto di Palermo.

    Entusiasta ma non sicura, ne parla con Ciccio che come l’uomo del monte dice si. Decidiamo però di non dire niente agli altri, e gli facciamo una sorpresa.

    Venerdì 14 Ottobre 2016… aeroporto di Verona …..il tempo non promette niente di buono …….piove.

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    Un’ oretta di volo e arriviamo all’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo….. li ci aspetta Innocenzo il proprietario della barca che ci è venuto a prendere per portarci al porto.
    Lungo la strada incrociamo il monumento che ricorda la strage di Capaci dove nel 1992 morì Giovanni Falcone….. manca il respiro.

    Arriviamo poi alla Cala il porto turistico centrale di Palermo …… dove è ormeggiata la nostra barca….. Sara e Wladi ci guardano perplessi, non capiscono proprio dove stiamo andando.

    Ecco svelato il mistero….. arrivati alla nostra stanza…..

     

     

     

    Ops la nostra barca……… Sara e Wladi sembrano confusi ma felici.

    Ne abbiamo combinata una delle nostre. Innocenzo gentilissimo ci spiega come funziona tutto….. e ci da qualche dritta su come orientarci a Palermo.

    Scaricati gli zaini…. chiusa la barca…. siamo pronti per immergerci nella città, che è a pochi passi da noi.

    Ma prima bisogna riempire la pancia e seguendo le indicazioni di Innocenzo ci fermiamo al porto ad assaggiare il Pani Ca Meusa  ( panino con la milza) ….. un sapore unico spendendo un euro e cinquanta.

     

     

    Dal porto della Cala siamo praticamente in pieno centro e possiamo ammirare le bellezze della città. C’è l’imbarazzo della scelta …. ci vorrebbe una guida …. ma a Palermo non servono le guide …. ci sono i palermitani …. basta chiedere un informazione, e loro ti accompagnano … e durante il tragitto ti indicano la prossima meta da visitare …..

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    La prima cosa che incrociamo è il teatro Massimo uno dei gioielli più rappresentativi della città di Palermo. E’ l’edificio teatrale lirico più grande d’Italia. Imponente, elegante,  è impossibile non restare abbagliati dal suo enorme fascino.

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    teatro Massimo
    Il teatro è stato studiato per avere un acustica perfetta…….

    Continuiamo con la nostra camminata e passiamo proprio davanti al Palazzo di Giustizia che evoca famose storie di mafia…….. ma Palermo non è solo quello ma molto … molto di piu…. ad esempio i suoi mercati…. il Capo… la Vucciria e Ballarò.

    Facciamo un giro prima per il quello del Capo…. e proseguiamo a Ballarò …. di cui abbiamo sentito parlare …. ma quanto ci piace girare tra i mercati….. sentire profumi …. assaggiare …. parlare con le persone ……

     

    Il Ciccio poi …… in questo è uno specialista ….  riesce a parlare con chiunque a fare amicizia con tutti….. e poi quando entra in confidenza si lascia andare e parte con il dialetto veneto ….. e qui arriva Pika che traduce………. ( per fortuna questa volta siamo in Italia…..)

    Ma per fortuna c.è lui….. tra un banchetto e l’altro troviamo una piccola gastronomia…. e dove stanno tagliando della carne…. e lui si ferma …. conosce il proprietario Gioè che ci fa assaggiare  la ” Calduma” …. un bollito misto di frattaglie meraviglioso……..accompagnato da un buon bicchiere di bianco ……e dai racconti di Gioe’….

     

    E tra un banco e l’altro ci piace anche guardare i murales che sono un po’ dappertutto…..

     

     

    e piano piano scende la sera ……………. quello che di giorno è un mercato la sera diventa un grande Pub a cielo aperto……….con dei semplici tavolini in legno …… delle casse verdi di birra …. e della musica……….

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    I giovani arrivano da tutte le parti e inizia la festa ….. è magia

    SI VUCIA, S’ABBANNIA, BALLARO’ E’ MAGIA

    un buon aperitivo ….. un po’ di musica …………una buona cena ………..e si va a dormire sulla nostra barchetta …. fa talmente caldo che il Pikaciccio dorme fuori …. cullato dalle onde e con un romantico panorama ……..

     

    Buona notte …… e buona vita …. domani il viaggio continua

     

     

     

     

     

  • Un piatto della tradizione VERONESE …… il risotto al TASTASAL

    In provincia di Verona in qualsiasi sagra o festa vi troviate sul menu troverete questo piatto.

    A Isola della Scala  addirittura ogni anno fanno una grande fiera del riso, che dura dai primi di settembre alla prima settimana di ottobre e vengono serviti centinaia di migliaia di piatti di riso.

    Il tastasal è un impasto di carne fresca di maiale macinata, salata ed insaporita con abbondante pepe nero grosso frantumato; si tratta dello stesso impasto usato per fare la soppressa, il salame e le salamelle.

    E’ un piatto che insomma piace quasi a tutti.

    Ce ne sono varie versioni con leggere differenze e anche il Pikaciccio ha la sua.

    Eccola :

    INGREDIENTI :

    450 grammi di riso Vialone Nano

    350  grammi di tastasal 

    litro di brodo di carne

    30 gr di burro

    mezza cipolla bianco

    formaggio grana

    sale,  pepe q.b

    un cucchiaino di cannella

    PREPARAZIONE :

    Preparate il brodo. 

    Tagliate finemente la cipolla.  Prendete il tastal e schiacciatelo bene con forchetta. fate soffriggere quindi la cipolla e aggiungete il tastasal.

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    Fatelo cuocere a fuoco medio per una decina di minuti aggiungendo il sale ed il pepe e facendo attenzione che rimanga bello sgranato.

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    A questo potete aggiungere il riso e di tanto in tanto il brodo fino a cottura.

    A fine cottura aggiungete il cucchiaino di cannella e mantecate con il burro ed il grana.

    E il risotto sarà pronto …..

    E può iniziare la festa………….buon appetito dal Pikaciccio.

     

     

  • Pikaciccio ed il tour dei ricordi in Lessinia

    A volte non serve andare lontano per passare una bella domenica diversa tra natura e storia. Ci sono dei luoghi che diamo per scontati….. ma se li guardiamo con gli occhi curiosi dei blogger hanno tutt’altro sapore e vale la pena di raccontarli. Questa volta vi vogliamo parlare della Lessinia. Una domenica mattina di giugno, saltiamo in sella alla nostra Lambretta per andare a trovare la nonna del Ciccio che abita a Cerro Veronese …. e che è sempre felice di vedere il suo Stefi. Partiamo da Marzana …. e per arrivare decidiamo di prendere la strada che attraversa Romagnano e Azzago. Tappa d’obbligo però prima al bar dal Bepi (la Teta) per fare colazione con un panino con  la porchetta. La giusta energia per iniziare la giornata.

    E…..arriviamo al Cerro dove troviamo il sorriso e i meravigliosi occhi azzurri della nonna Olga ……

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    92 anni ….. portati alla grande, sempre positiva e attiva ! come fai a non volerle bene.

    Passiamo assieme un’oretta buona … e ormai è ora di pranzo ….e la lasciamo al suo pasticcio.

    E noi decidiamo di rimanere a Cerro ….. e andiamo a mangiare all’antica Trattoria Tomelleri.… che proprone i piatti della Lessinia dal 1810…..

    Mangiato benissimo …. sapori autentici …. dalle tagliatelle in brodo con i fegatini …. gnocchi di malga … ma c’è spazio anche per l’innovazione : carpaccio di maiale con dadolata di pomodoro ! Bravi per il cibo, l’atmosfera e anche  per il conto. Saliamo di nuovo in sella alla nostra Lambretta e proseguiamo verso Boscochiesanuova….. il panorama è bellissimo … il verde che ci circonda altrettanto….. evitiamo le statali e cerchiamo le stradine secondarie …..i paesaggi rurali si sprecano.

    Una piccola sosta all’ombra e salutiamo la Madonnina….

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    e arriviamo nel centro del paese.

    Boscochiesanuova e San Giorgio sono la montagna dei veronesi …. come Mondello la spiaggia dei palermitani….. quindi quando fa caldo si va a cercare il fresco …. e quando nevica si va a sciare o a pattinare.

    E nelle stagioni intermedie si fa un giro ….e si mangia la Crepes.

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    E’ come se la vedessimo per la prima volta ….. e quindi ce la godiamo tutta ….. niente Crepes però ……. siamo ancora pieni da prima.

    Si riparte …. e scegliamo la vecchia strada che da Bosco porta a Lugo …..  scendiamo piano piano cercando di cogliere …. tutte le bellezze che ci circondano…..

    Si passa da tratti nel bosco ……dove incontriamo due ragazzi ( due pazzi) che scendono con la mountain bike …..

     

    a prati di un verde intenso …. orti e piccoli frutteti.

     

    Arriviamo poi al paese di Lughezzano….. dove non si può non fotografare la Casetta di Biancaneve…. che ogni volta che la si vede …. ci fa tornare un po’ bambini….

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    Proprio passando da Lughezzano ….. incontriamo un vecchio amico del Ciccio che ci invita a bere un bicchiere di vino e ci fa assaggiare le sue ciliege…. mamma che buone !!

    e adesso si torna verso casa …… con vecchi e nuovi ricordi da raccontare.

     

     

  • Bipolarmind (Simone) ritratto e poesia……

    Ormai cominciate a conoscere le sue poesie …. ed è ora di svelare il suo volto…. che in quest’immagine esprime perfettamente ciò che le parole dicono……

    Buona lettura

    Mille lampi
    Esplodono in cielo.
    Stanchezze, doveri
    Sempre sulle spalle

    Lo sguardo perso
    Incredulo sogna.
    In bilico sul limite ,
    Cerco.

    Prendo in mano
    Ombre fredde,
    Indossarle per risplendere,
    O soccombere
    Con loro.

    Assillato dai fallimenti
    Non mi volteró,
    Morirò
    Nella ricerca della vita

     

    A presto con i versi di Bipolarmind……

  • Salsa Tzatziki….. ricordi e sapori greci

    Da quando siamo tornati dalla Grecia, questa salsa è entrata a far parte della nostra cucina.

    Per l’estate va benissimo….. fantastica sui crostini integrali, per condire l’insalata o semplicemente come salsa per la piadina o panini.

    Ecco qua ingredienti e preparazione:

    250 gr di yogurt greco
    2 cucchiai di olio evo
    2 spicchi d’aglio
    2 rametti di menta
    1 cetriolo
    1 bicchierino di aceto – o succo di limone
    1 pizzico di sale

    Preparazione:

    Tritate il cetriolo a coltello e lasciatelo scolare.


    Tritate finemente l’aglio e la menta.

    Mescolate lo yogurt greco e l’olio extravergine e aggiungete sale, aceto ( o limone), aglio tritato, erba cipollina o menta


    Lasciate riposare il composto per almeno mezz’ora in frigo rimescolate e poi servite.

    Successo assicurato…………soddisfatto il palato.

    A presto con la prossima ricetta del Pikaciccio

     

  • Cosa mangiare in Grecia……. i consigli del Pikaciccio

    Una delle cose che ci ha colpito di più nel nostro viaggio in Grecia e’ stata la cucina. Ci sono dei piatti che bisogna assaggiare per forza.  E questi sono i nostri consigli :

    Insalata greca :

    a base di cetrioli , olive, cipolle e feta e condita con olio extravergine e un mix di spezie a base di origano

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    Insalata greca

    Gyros :

    Tipico street food greco.

    Si tratta della Pita ( pane greco) farcita con carne di maiale, manzo o pollo e condita con verdura e tzatziki ….. sembra un Kebab ….. ma quando l’addenti capisci la differenza.

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    Gyros

    Souvlaki :

    Il Souvlaki  non è un semplice spiedino di carne grigliata con le verdure grigliate.
    Il “souvlaki” è qualcosa di più… nasconde, infatti, un’accurata ricerca della carne, preferibilmente di agnello, ma si usa anche il maiale o il pollo e una selezione delle verdure che si alternano alla carne.

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    Souvlaki

    Salsa Tzatziki:

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    Tzatziki
    La tzatziki (in greco τζατζίκι,  è  usata  come salsa o contorno. È sicuramente la salsa più famosa della cucina greca, a base di yogurt, aglio e cetrioli, ampiamente utilizzata nella cucina greca. E’ buonissima….. noi la facciamo spesso ( nella foto la nostra salsa) …. a breve pubblicheremo la ricetta.

    Feta al cartoccio:

    Un piatto semplice ma gustosissimo. Lo abbiamo mangiato in varie versioni…. con pomodorini, olive, peperoncini, peperoni, cipolle etc….

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    Feta al cartoccio
    E poi c’è il pesce tanto pesce…… cucinato in maniera semplice …. grigliate fritture ….. ma fresco,  anzi freschissimo.

     

    E non si può che concludere con un dolce :

    Halvas :

    Un dolce semplice a base di semolino cannella e miele….. quando lo guardi non dice niente …. ma quando lo assaggi è un esplosioni si sapore

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    Halvas
    Non siamo proprio riusciti ad assaggiare tutto ….. in fondo ci siamo stati solo pochi giorni. Ma la cucina greca è stata una scoperta, soprattutto per l’uso di ingredienti di ottima qualità e per la semplicità delle sue ricette.

    Noi li abbiamo mangiato tutti ! Buon viaggio ……. e buon appetito.

     

     

  • Quando il Pikaciccio …. erano Stefano e Cristiana

    Che tenerezza guardare la nostra prima foto….. eccoci Stefano e Cristiana prima di diventare il Pikaciccio. Sono passati 4 anni … e tanto e’ cambiato …. eravamo 2 single ……. e quella sera eravamo andati ad ascoltare una cover band dei Doors …. siamo stati bene …. ma eravamo ancora Stefano e Cristiana … e nessuno sapeva bene cosa voleva ! Il nostro non è stato un colpo di fulmine ….. anzi. Ma giorno dopo giorno …. questa poesia letta su Facebook  racchiudeva quello tutto e due pensavamo…..

    “Forse la nostra storia è destinata a durare perché non è una storia d’amore. E’ una storia di pioggia e di sole, d’attesa e passione, d’amicizia e condivisione, di tempo e costruzione, di sintonia e incomprensione, di silenzi e rumore. Non era una storia d’amore. Era una storia. Con dentro l’amore. O, forse, era amore. Con dentro una storia…” 

     

    E poi Cristiana è diventata Pika e Stefano è diventato Ciccio ed è nato il Pikaciccio ……

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  • Per sfuggire al caldo …..andiamo alla festa del fuoco….

    Fa un caldo opprimente ormai da giorni …. non si respira … e dopo una settimana così non ce la facciamo più ….e allora venerdì subito dopo il lavoro si salta sul furgoncino e si parte. Abbiamo visto su Facebook che a Giazza in Lessinia c’è la festa del fuoco…

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    Decidiamo di percorrere una strada alternativa ….. che da Cerro veronese passa per Velo e poi scende fino a Giazza.

    Ottima scelta ….. i panorami che la natura ci offre sono stupendi …. e poi lungo la strada non incrociamo nessuno. IMG_1875IMG_1878IMG_1879FullSizeRender

    Anche se poi come al solito…. qualcosa combiniamo ……vediamo un cartello che porta a Badia Calavena e sbagliamo strada …. ci fermiamo perchè qualcosa non quadra e chiediamo informazioni ad una signora … che ci dice di risalire e girare dove troviamo il cartello SS Trinità…..

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    E tutti e  due pensiamo al film ” Lo chiamavano Trinità ” di Bud Spencer ……..e ci facciamo due risate…… e tra una risata e l’altra risbagliamo di nuovo strada …. ma è lo stesso …arriviamo comunque….. e scopriamo delle stradine che non abbiamo mai fatto.

    Ma che folla c’è ????

    Quasi quasi ci viene voglia di tornare indietro ….. ma meglio  il fuoco e la folla che il caldo che c’è a valle e poi la storia di questo paese Giazza e di questa festa ci incuriosiscono molto….

    Partiamo da Giazza:

    Il paese cimbro di Giazza è una frazione di Selva di Progno, a m.750 nei Lessini, ultima oasi linguistica del ‘Tauch’ tra i tredici Comuni Cimbri della Lessinia.
    In paese  troviamo il Museo dei Cimbri, dove potete trovare tutte le informazioni che cercate sui Cimbri.

    Il Ciccio dice di assomigliare ai cimbri perchè è biondo con gli occhi azzrri…..ma chi sono i Cimbri ?

    Sono così detti gli abitanti di alcuni paesi di un’area omogenea tra Veneto e Trentino che parlano, o parlavano, la lingua detta cimbro.

    Gli studi del linguista  trentino Carlo Battisti e di un dialettologo bavarese hanno permesso di stabilire che il cimbro è una parlata derivata dal bavarese, Quindi, il cimbro appartiene al tedesco parlato nella Germania del Sud in Austria e in Svizzera.

    Molti coloni, sono giunti  da vari altri punti del mondo tedesco, come sembrano provare le attestazioni documentali e toponimiche. Per esempio, due coloni di Badia Calavena del 1333 sono qualificati come provenienti dalla Val Venosta, quindi dall’attuale Alto Adige. Ma allora parlavano il  “Vinschgauer” ecco è per quello che Pika dice che il cimbro è un po’ come il dialetto tedesco …..

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    Torniamo alla festa del fuoco ” Waur Ljetzaner “ in cimbro,  motivo per cui siamo venuti fino a Giazza.

    Nella notte più breve dell’anno, a Giazza si accende la magia del Solstizio d’Estate: il 23 Giugno, notte di San Giovanni.  Si tratta della notte più breve dell’anno in quanto il Sole è all’apice della sua luce. Per questo durante la notte si accendono i fuochi per mettere in fuga le tenebre e, con esse, gli spiriti maligni, le streghe ed i demoni vaganti nel cielo. Attorno ai fuochi si canta e si danza; è una notte magica, una notte di prodigi. Abbiamo incontrato nel paese alcuni vecchi Cimbri che ci hanno detto che è la notte in cui si dovrebbe fare l’amore fino all’alba.

    A Giazza, attraverso rievocazioni, musiche e spettacoli di fuoco, si rinnovano i riti ancestrali dei Cimbri con l’accensione dei 13 bracieri, simbolo della loro unità.

    E’ è proprio cosi ….. in tutto il paese risuonano avvolgenti musiche celtiche …..  e nella piazza centrale  …. si svolge la rievocazione  storica interpretata dalla compagnia Piccolo Nuovo teatro …..  (bravissimi) peccato che non riusciamo a vedere niente…..

    Allora ci spostiamo e cerchiamo di trovare un posticino per riuscire a vedere qualcosa …… trovato …. e trovato anche il negozio di alimentari ancora aperto che ci fa un fantastico panino con il monte Veronese……e ci godiamo lo spettacolo….

     

    A fine spettacolo la gente comincia ad andarsene …..e noi torniamo in piazza …..e facciamo ancora un po’ di foto …..

     

    E il Ciccio riesce a farla addirittura con la principessa……

    Giazza ritorna alla normalità e noi andiamo a cercare un posto dove parcheggiare il nostro furgoncino per la notte . Che bello si dorme al fresco……

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    e al risveglio ci facciamo una breve passeggiata per il paese …. che anche senza spettacolo …. e tutta quella gente è proprio carino……

    La nostra piccola fuga verso il fresco è finita …… si torna a casa a lavorare …. il Pikaciccio non si può fermare…….

  • La tartare di scamone….. quando il Ciccio coccola Pika

    Se il Ciccio vuole fare contenta il suo Pikacino ….. le prepara la tartare.

    Le prime volte la portava al ristorante ….. ma dopo aver assaggiato quella che prapara lui ….. Pika vuole solo quella del Ciccio.

    Fondamentale è che gli ingredienti siano di qualità eccellente e freschssimi ….

    Ecco la ricetta :

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    Ingredienti :

    per 2 tartare di manzo.

    500 g di scamone di manzo

    2 rossi d’uovo

    1 mazzetto di prezzemolo o basilico

    1 limone spremuto

    olio evo

    sale e pepe q.b.

     

    Preparazione:

    Tritate la carne a coltello…… tritate il prezzemolo o il basilico.

    Mettetete poi il tutto  in una ciotola e conditela con olio, sale, pepe, e limone.

    Aggiungete le erbe tritate e mescolate bene …. con le mani.

    Posizionate poi la carne sul piatto  aiutandovi con il coppapasta.

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    Aggiungete poi l’uovo …. e un filo di olio.

    Il piatto è pronto.

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    Un po’ di insalata e la cena romantica è assicurata.

     

  • La libertà di viaggiare senza meta….. Delta del Po (ultimo giorno)

    Oggi è la giornata del ritorno …. sempre un po’ triste. Ma prima di tornare vogliamo assolutamente fare un giro a Ferrara.

    Abbiamo 150 km circa da percorrere tra le campagne …. potrebbe sembrare noioso…. ma se si guarda fuori   dal finestrino del furgoncino con occhi curiosi …. qualcosa di interessante lo si incontra sempre tipo :

    il monumento dedicato a Casadei ….monumento  del ballo liscio romagnolo….

     

     

    Oppure se ci fermiamo a fare colazione …. baristi simpatici …. brioches favolose … usciamo ci giriamo e troviamo questa targa sull’edificio… ci è piaciuta tanto….

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    oppure un furgoncino come questo :

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    e a noi appassionati di Volkswagen …. brillano gli occhi.

    Tutto questo in paio di ore di viaggio………

    E’ arriviamo a Ferrara……

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    Eh si …………Ferrara è la “città italiana delle biciclette”, dove l’utilizzo di questo mezzo da parte dei cittadini è tra i più alti in Europa.

    Il popolo dei ciclisti ferraresi è pari a circa l’89,5% dei suoi 135.000 abitanti.

    Infatti camminando per la città ce ne rendiamo subito conto ……. biciclette ovunque … ma non montain bike colorate di ultima generazione …. no,  le vecchie care biciclette di una volta …………….

     

    Proprio la presenza di tante bici e di poche macchine fanno il centro di Ferrara un grande salotto a cielo aperto ….

    Arriviamo nella grande piazza dove domina la Cattedrale di San Giorgio.

     

    E arriviamo poi al imponente Castello Estense simbolo di una delle più importanti signorie europee, ed  il simbolo della citta……

    Venne costruito nel 1385 dopo una rivolta che indusse Niccolò II d’Este a costruire un luogo sicuro per lui e la sua famiglia.

    Il fossato, i ponti levatoi, e le alte torri ne sono la prova…..

     

    Ci è piaciuto molto ….. camminare sul ponte levatoio…. entrare nei cortili.

    Si è divertito anche il Ciccio anche se si è seduto sulle palle…..di cannone.

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    Se capitate al Castello nei fine settimana e nei festivi, sappiate che con pochi euro potete fare una visita guidata nel fossato …. per vedere il tutto con un’altra prospettiva.

    Gira e rigira …. cominciamo ad essere stanchi …… ma Ferrara ci è piaciuta molto.

    Dobbiamo però riprendere la strada verso casa…. domani si va a lavorare.

    Sono stati cinque giorni intensi …. pieni di scoperte … di persone …. di cibo …. e di tanta vita…..

    Al prossimo viaggio del Pikaciccio………………………………..

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    Ciaooooooo