• 17mo e 18mo giorno, il viaggio continua e regala nuove sorprese.

    Giornata bagnata giornata fortunata ? Insomma tutto grigio, e le goccioline sul vetro del portellone del furgone non sono proprio un buon inizio. Nessun problema, ci prepariamo una colazione sana e buonissima, yogurt greco di pecora, miele, arachidi, e banana. Un mix sano di quello che abbiamo comprato al mercato di Kalamata. Ciccio apprezza anche se non è il suo solito panino. Guarda dal finestrino e si rimette sotto il piumone per un altro paio di ore. Ne approfitto per continuare con il mio libro. Il programma di oggi prevede un po’ di strada per arrivare a vedere lo stretto di Corinto. Immagina vista e rivista sui libri di scuola di geografia.

    Il navigatore ci porta davanti ad un paio di edifici, con ristorante e tabacchino annesso con il nome Canale di Corinto, fatiscenti e anche un po’ squallidi, Ci guardiamo perplessi in giro, quattro paroline io gliele avrei dette al navigatore, e troviamo una discesa e li a pochi metri lo spettacolo del canale. Una breccia profonda 80 metri che collega il mar egeo e il mar Ionico. Impressionante davvero, molto di più di quello che potevamo immaginarci. Due foto per il nostro diario di viaggio, e la fame comincia a farsi sentire. Di mangiare allo street food del canale non se ne parla ma a oche centinaia di metri di distanza, proprio vicino al ponte dell’istmo c’è la taberna greca che fa al caso nostro.

    Veranda sul canale, grigliata mista, patatine , tzatziki e salsa gialla e coca cola , prezzo giusto meglio di così.

    Il tempo un po’ si è aggiustato, e noi cerchiamo un posticino tranquillo per parcheggiare, in Grecia fuori stagione è facile ce ne se sono a centinaia e tutti bellissimi . Una spiaggia di sassolini bianchi e mare azzurro, un paio di vicini camperisti e anche stasera è andata.

    Ci si sveglia di nuovo con un tempo uggioso, pcoc male abbiamo studiato un paio di mete dove vedere un po’ di storia. Precorriamo i primi 50 km e ci ritroviamo in una cittadina , Eleusi, caratterizzata da grandi fabbriche, oleodotti gasdotti, non sappiamo bene cosa, ma tutt’altro che bella. In centro si trova un piccolo museo con all’esterno una serie infinita di reperti dell’antica Grecia. La cosa che ci colpisce di più è un murales che esprime la sofferenza delle antiche rovinate incastrare e ricoperte da fumo e ciminiere.

    Un po’ deluso , cerchiamo di raggiungere Tebe, altra piccola cittadina questa volta circondata da boschi, ma caotica e per niente invitante, l’unica cosa che ci colpisce è un panificio che profuma di pane e di buono e ci permette di assaggiare con pochi euro un triangolo di pasta filo con la feta e olio di oliva, la Tiropitakia , ah la felicità.

    I gradi della temperatura che ci indica il computer del furgone continuano a scendere e anche il nostro entusiasmo, cerchiamo uno spot per parcheggiare questa notte e questa volta anche la nostra app ci delude, il parcheggio c’è , ma è su una palude un po’ inquietante, ne individuiamo un altro si riparte, siamo stanchi e stufi, quando sbagliando strada vediamo un po’ di macchine e furgoni parcheggiati in un grande piazzale , e il Ciccio vede del fumo. Andiamo a vedere non può essere peggio della palude se c’è così tanta gente.

    Così abbiamo trovato le famose terme libere di Temopili, note fin dall’antichità. per le sue acque a 40 gradi ricche di proprietà. in trenta secondi siamo in costume, felici e contenti come due bambini.

    La giornata no è ancora finita, siamo stanchi dai tanti chilometri, un’altro parcheggio in riva al mare nel Golfo Maliaco. Un piccolo porticciolo, e una taberna, che come ci sembra di capire in Grecia sono una vera e propria istituzione.

    Arriva anche la musica, entriamo per bere una birra, anzi vogliamo provare il famoso Uzo. . Ci accomodiamo, visti i prezzi buoni quasi quasi ceniamo qui. Ci si avvicina un membro della compagnia che sta festeggiando al tavolo in fondo e ci chiede se siamo italiani, certo e fieri di esserlo, ci invita a festeggiare l’onomastico del cugino insieme a loro. Ma lo sapevate che in Grecia si festeggia più l’onomastico rispetto al compleanno. Morale della favola, ci siamo sentiti subito in famiglia, gli Uzo sono moltiplicati e la cena è diventato un banchetto reale . Tutto buonissimo , in particolare la salsa di pane e aglio, che appena torno a casa vogliamo provare a fare. Balli canti e abbracci e il ricordo di questa giornata rimarrà nei nostri cuori

  • 15mo e 16mo giorno i colori del mare

    Svegliarsi all’alba con il rumore lento del mare, bere una spremuta fresca non ha prezzo . Ma a proposito di prezzo arancio limoni e mandarini, praticamente qui in Grecia te li regalano. La temperatura sale piano piano, ed è piacevole camminare a piedi nudi sul bagnasciuga , talmente piacevole che percorriamo tutta la passeggiata che porta al paese di Nauplia. Il mare ci regala un infinita di colori, che vanno dall’azzurro al verde al blu, il mare è trasparente e le piccole barche bianche da cartoline sembrano sospese nell’aria. Immagini da cartolina, che ci fanno capire che la Grecia non sono solo le isole come Santorini e Mikonos . Me lo ribadisce anche una simpatica insegnante di greco conosciuta in lavanderia, ogni bisogna fare anche il bucato . Per dovere siamo a Nauplia nel Peloponneso. Dopo due giorni da favola grazie anche alle temperature piacevoli , ripartiamo alla volta di Methana e delle terme di Pausania che si trovano su una penisola vulcanica nel golfo di Atene proprio di fronte all’isola di Aegina che fu uno dei nostri primi viaggi. Un po’ di ore di viaggio tante e infinite curve arriviamo finalmente a destinazione, la dritta di questo posto unico l’avevamo da una cara amaica viaggiatrice come noi . Non sembra neanche vero, la piccola vasca per due , affaccia sul mare , l’odore dello zolfo e’ forte, c’è un cartello che ci dà le istruzioni per l’uso, e le finisce con la frase Peace and love

    Terme di Pausania Grecia

    Il resto e’ una mezz’ora da sogno di pura contemplazione di quello che la natura ci regala e la consapevolezza di chi è venuto prima di noi già conosceva.

    Rientriamo al furgone , stanchi e rilassati , un piatto di pasta una partita a carte , quattro chiacchere con i vicini camperisti dalla Germania dell’est.

    Sì la vita è tutta qui

  • 13mo e 14mo giorno sempre in Grecia tra storia e natura

    Siamo ne Peloponneso , e non si può non fare un salto a vedere Olimpia , cuore storico delle Olimpiadi. Ci sono un museo ed un sito da vedere. Giusto per essere sicuri di non perderceli, dormiamo sotto nel parcheggio. Fa freddo mamma che freddo, siamo sotto zero, ma tra il piumone caldo caldo e la nostra stufetta a gas non si sta poi male. Un cappuccino caldo e le fette biscottate con la crema di pistacchi e piano piano la temperatura sale. Siamo pronti ad immergerci nella storia. L’esterno del museo è colmo di statue e reperti dell’epoca, ci avviciniamo al entrata del parco, sperando di sgattaiolare all’interno, siamo gli unici turisti nell’arco di 100 km, ma ci chiedono ne 20 euro a testa, ci sarebbe piaciuto, ma come abbiamo spiegato alla cassiera sono un po’ fuori dal nostro budget. Scattiamo un paio di foto e via verso nuovi siti, pochi chilometri dopo ci imbattiamo in un cartello che indica il teatro di Olimpia, speriamo questo sia gratis, gratis lo è , bello pure anche perchè domina la valle, originale però non lo sappiamo. Poco male a noi piace e tra resto ne spuntano fuori un paio di scatti molto belli.

    Scendiamo alla ricerca del caldo e scoviamo una spiaggia fantastica , con possibilità di pernottare, due ragazzi e due cagnolini italiani come vicini, fa caldo che quasi quasi faccio il bagno, anzi lo faccio per metà, che strana questa giornata, da sotto zero in montagna al bagnetto al mare. A letto presto stasera

    Un’alba così è da incorniciare, un po’ addormentati ripartiamo dobbiamo arrivare al mercato contadino che si svolge a Kalamata e che raccoglie i migliori prodotti alimentari del Mesinia. I mercati sono la nostra passione, olive , olio, frutta e verdura ovunque , poi pesce , carne e chi ne ha più ne metta.

    Ci saremmo comprati un po’ tutto. Alla fine ci portiamo a casa la razza che non abbiamo mai assaggiato, olio di oliva , le mitiche olive di Kalamata, , un mezzo chilo di arance e i pomodori. un paio di giorni siamo a posto, non ci resta che dirigerci verso un’altra spiaggia paradisiaca , e come nei migliori finali. Tramonti da sogno, cena che non è da meno, e tanti sogni e speranze per i prossimi giorni di viaggio.

  • 11mo e 12mo giorno, scopriamo la Grecia a modo nostro

    Dopo una notte bagnata, non dal vino ma da tutta la pioggia che è scesa sopra il nostro furgoncino. Ci asciughiamo e ripartiamo alla ricerca di qualcosa da visitare. Il primo paesino che ci ispira è Prevesa, con un piccolo porto, taberne e negozietti, molto carini. Famigliole greche a passeggio e ragazzi fermi nei locali a sorseggiare tazze giganti di caffè greco. Ci sono anche signori che pescano al porto proprio di fronte al nostro furgoncino. Io improvviso uno spaghettino al pomodoro mentre il Ciccio tira fuori la canna e con la solita esca con il mais prova a mettere insieme la cena. Pranziamo allegramente, ma il pesciolino non ci casca, ” la polenta non ghe piase ” conclude il Ciccio.

    Qualche chilometro ancora e troviamo un fantastico spot per la notte, una laguna nel nulla , che condividiamo con un inglese e la sua canoa. Tramonto e alba mozzafiato, ed un silenzio talmente silenzioso che fa quasi paura.

    Il silenzio è rotto solo dall’arrivo di un gregge di pecore e il suo pastore che fa quattro chiacchere in greco/veneto con il Ciccio. Io non ho capito niente , ma come sempre loro si. Oggi andiamo a visitare Lepanto, teatro della battaglia medioevale, dove c’è un castello ed un porto veneziano. Una passeggiata , foto di rito, e non poteva mancare un assaggio di Souvlaki ( spiedino) con il maialino e patate fritte. Dove andiamo adesso ? Optiamo per attraversare il ponte di Patrasso e scivolare nel Peloponneso, ricco di spiagge , storia e terme. Il primo impatto a dire la verità non ci ha fatto impazzire, colpa forse , del traffico pazzesco di Patrasso, o dell’incuria che vediamo un po’ ovunque. Tanti chilometri, un po’ di delusione, ci spostiamo all’ interno e ci avviciniamo al sito archeologico di Olimpia. Dormiamo nel parcheggio del museo , insieme ad un camper questa volta tedesco. Ma che freddo fa , tocca accendere anche la nostra stufetta. Domani è un altro giorno, confidiamo nel sole e in un giorno migliore. Buona notte sognatori

  • Nono e decimo giorno – direzione Grecia

    Il buongiorno si diceva lo si vede dal mattino, abbiamo deciso oggi ci imbarchiamo per la Grecia, tratta Brindisi Igoumenitsa, abbiamo anche lo sconto che ci ha regalato il nostro operatore telefonico .

    Arriviamo al porto, e alla biglietteria spuntiamo un ottimo prezzo, andata, ci imbarchiamo. La nave che ci ospita , devo dire molto accogliente e la dividiamo con una marea di camionisti e camion provenienti da est. Nove ore lunghissime che passiamo incollati all’unica televisione che trasmette Raiuno. Il ciccio riesce anche a farsi un riposino ed io ad iniziare la lettura del mio libro.

    Niente altro da raccontare, a parte forse che i camionisti sono meno beli e simpatici dei passeggeri che abbiamo incontrato gli anni scorsi sulle navi per il Marocco. Mi stavo quasi dimenticando però di lui la star della nave, un cagnolino piccolissimo nero, simpaticissimo che girava indisturbato per tutta la nave .Sbarchiamo in Grecia verso mezzanotte , non ci resta che cercare un posto per dormire, e lo individuiamo nel parcheggio di una caratteristica chiesa ortodossa.

    Buongiorno Grecia, scopriamo che di fronte a noi c.è un porticciolo di barche peccato che il meteo quest’anno non sia proprio dalla nostra parte e soffia un vento freddo che muove le barche le quai sembrano ribaltarsi da un momento all’altro. Ci si guarda negli occhi e puntiamo a sud.

    I panorami che ci regala questo inizio di Grecia sono mozzafiato, coste , baie , onde del mare ad ogni angolo ad ogni sguardo.

    Questa sera voglia provare uno spot in un agriturismo , le recensioni sono ottime. Siamo a Epirus, la strada per arrivare è incorniciata da alberi di arance e limoni stracolmi, ne raccogliamo giusto un paio per la spremuta della colazione di domani.

    La spiaggia è selvaggia tanto basta per piacerci e la signora della taberna pure, il camino è acceso, rende perfettamente l’idea del clima, beviamo il nostro caffè greco buono ma non proprio economico e chiediamo alla signora che nel frattempo si è fumata mezzo pacchetto di sigarette che avremmo dormito i. Non so se ha capito, non so se le importa qualcosa, ma ci piazziamo fra un altro paio di camper e ci prepariamo per la notte.

    Cenetta bagnata con un bicchiere di Amarone per festeggiare il nostro arrivo in Grecia.

    Durante la notte , vento grandine e pioggia bersagliano il nostro furgoncino, ma sotto il nostro piumone si sta decisamente bene e quindi ci pensiamo domani che come ben sapete è un altro giorno, e le previsioni annunciano sole.

  • Settimo ed ottavo giorno – ma quanto è bello Alberobello

    Ore 8 della mattina, ci stiracchiamo, caffettino e fette biscottate, fuori piove e mamma come piove, quasi quasi, o senza il quasi, ci ributtiamo sotto il piumone,. Si sta proprio bene. Ci svegliamo a mezzogiorno, sbirciamo di nuovo , ma l’acqua continua a scendere a fiumi. Non ci muoviamo, partitina a carte minestrina, un film, e la giornata scorre velocemente, il giorno seguente il meteo miglior , non di tanto, ma comunque ci permette di ripartire verso Alberobello, prima però abbiamo l’esigenza di lavare un po’ di vestiti, individuata una lavanderia a gettoni, partiamo con il carico di vestiti sporchi. Un ‘oretta di attesa, tra lavatrice e asciugatrice che condividiamo con un signore molto simpatico, con cui parliamo di educazione e di antichi usi della zona.

    Tutti i vestiti profumati e possiamo dirigerci verso Alberobello, a cui Ciccio ha cambiato il nome in Portobello. Camminare fra i trulli, è un po’ fiabesco , ti aspetti che da un momento al’altro esca fuori un Puffo, anzi dato che sono ancora addobbati per Natale un elfo di Babbo Natale.

    Un paio di ore tra le favole e optiamo per andare a Ostuni abbiamo trovato una camera con vasca idromassaggio ad un prezzo stracciato, meglio verificare. Il problema però è il parcheggio, troppo stretto e pericoloso per il nostro furgoncino. Niente paura , prendiamo in mano il nostro telefono e con la magica app individuiamo un posto magico con un tramonto incredibile. Anche stanotte sarà una dolce notte. Buona notte sognatori, buona notte amici.

    Per dovere di cronaca l’app in questione si chiama Park4night .

  • Quinto e sesto giorno – Meraviglioso come diceva il grande Modugno

    Dopo una nottata tra uno starnuto ed un colpo di tosse, e fuori piove. Un cappuccino caldo, ma non proprio buonissimo, l’unica soluzione è ripartire alla volta di Vieste, alla ricerca di qualcosa di buono da mangiare. Convinti di entrare in Pescheria, capitiamo in uno strano posto un po’ magico, un signore gentile in camice bianco ci chiede se abbiamo tempo di guardare tutta l’animazione. Non capiamo ancora ma diciamo di si incantanti da questa miniatura di una Vieste anni 50. Si accendono le luci, e uno alla volta cominciano a muoversi tutti i piccoli personaggi, cambiano le scene e le musiche, entriamo senza neanche accorgerci in quel mondo e ne capiamo il fascino..

    Vieste è riuscita a sorprenderci ancora, la strada verso Mattinata è un viaggio tra i pini marittimi scorci di mare e scogli, il Pizzomunno, Baia delle Zagare , i trabucchi e le torri, piccoli capolavori. un altro capolavoro poi, è la focaccia pugliese scovata in un piccolo forno nascosto,. Morbida, unta e insaporita con l’olio buono, che dire wow. Continuiamo la nostra strada il Ciccio in forma, ha voglia di guidare , e quindi dritto come un fuso arriva fino a Polignano a mare il paese che ha dato i natali a Domenico Modugno. Ci accoglie il piccolo porto di San Vito, con le sue barche di pescatori, meraviglia siamo quasi tentati a concederci un pranzetto in un ristorante che ci hanno consigliato, peccato che sia chiuso e allora optiamo per una spaghettata veloce con pomodoro fresco e mozzarella di bufala, sul nostro furgone beatamente parcheggiato vista mare e vista Polignano.

    Ci si sveglia presto, il nostro obbiettivo questa mattina è una colazione un po’ particolare, la colazione barese. Abbiamo individuato una pescheria, localino che sembra fare al caso nostro, da Pasqualino. Non è una pescheria ma un sogno, e le mani sapienti di Pasqualino preparano delle vaschette di pesce crudo da acquolina in bocca. Il Ciccio è in paradiso e ordina ostriche tigrate, gamberi rossi, cozze. Ci portano un piatto da far invidia ad un ristorante

    Mai mangiato niente di più fresco e saporito. Unica paura il conto, ma passa subito il prezzo è quello di due pizze, e allora esageriamo ci sono le canocchie vive e delle seppioline piccole piccole bianche bianche.

    Siamo in paradiso. Avremmo mangiato tutta l’esplosione tanti complimenti ed andiamo a vedere Polignano.

    Ci appare la statua di Modugno che e’ nato qui e capiamo come sia stato facile scrivere meraviglioso e volare, qui l’ispirazione non manca.

    Quattro passi , un esilarante partita a Shangai gigante, complici dei ragazzi che propongono giochi di strada.

    E la giornata volge al termine, il vento soffia e domani abbiamo in previsione di visitare un altro gioiello della Puglia Alberobello, che il Ciccio chiama Portobello.

    Ci sarebbero da vedere anche le grotte di Castellana, ma per noi sono fuori budget, ma troviamo un indicazione per la grotta dei trulli a Putignano più piccola e diciamo low cost, ed in più ha anche un parcheggio dove si può dormire.

    Mai 14 euro meglio investiti. Abbiamo anche la guida, un giovane ragazzo molto appassionato che ci spiega tutto nei minimi dettagli, la grotta e’ piccola ma bellissima, stalattiti e stalagmiti sono ovunque e hanno mille sfumature di colori.

    Insieme a noi una coppia di ragazzi pugliesi, con i quali condividiamo la visita che concludiamo con una tazza di prosecco ( i calici in furgone scarseggiano ) .

    Un abbraccio un saluto e domani è un altro giorno. Oggi sarà difficile da dimenticare

  • Terzo e quarto giorno – percorrendo l’adriatica

    L’alba che ci riserva questa location per la nostra colazione è qualcosa di indimenticabile, la giornata però non parte nel migliore dei modi. i sintomi dell’influenza si fanno sentire, troviamo un mercato e facciamo un po’ di spesa, il Ciccio si mangia un bel panino con la porchetta, che era più della porchetta con un pò di pane. C’è un po’ di nervosismo e complici alcune battute infelici, ne nasce una bela discussione, si litiga anche nelle migliori famiglie . Una minaccia di tornare a casa, una lacrima per scoppiare poi in una gran risata, e sempre seguendo la nostra efficientissima app ci ritroviamo in un piccolo porticciolo a Istaminka a Lesina. Un sogno le barche dei pescatori alle spalle, una mozzarela e un caciocavallo appena comprati ,una pineta e una piccola spiaggia. Un tramonto, un saluto ai signori tedeschi dell’altro camper, e ci addormentiamo cullati dal suono delle onde.

    Buon giorno mare , buon giorno mal di testa e mal di gola. Mi sveglio che sembro un cadavere con una spada conficcata in gola, non volevo essere cruenta, ma non ero proprio bella da vedere. Un te caldo con il miele, un antiinfiammatorio e sciarpa mi faccio forza e mi metto tranquilla lato passeggero, e mi godo le curve della strada litoranea che porta a Peschici. Quanti ricordi abbiamo entrambi quante volte siamo stati qui per le vacanze estive, non insieme, e non d’inverno però. La strada con poche macchine, sembra più corta e scorrevole, e il panorama ancora più bello. Arriviamo a Peschici, con il suo fascino greco che ricordavamo, addobbata a festa per Natale, è un po’ come se la vedessimo per la prima volta.

    Tanta bellezza fa girare la testa, anzi no ho proprio un gran mal di testa. Torniamo in furgone alla ricerca di un posto ancora migliore dei precedenti, niente app questa volta ci affidiamo alla memoria, secondo centro , un parcheggio meraviglioso di fronte al trabucco Scialmarino. Chiediamo se possiamo fermarci per la notte al proprietario del ristorante, che ci accoglie con grande gentilezza dicendoci che possiamo stare nel suo parcheggio privato. Una breve passeggiata, tra gli scogli e i profumi delle erbe selvatiche, una breve ma simpaticissima conoscenza con un gruppo di ragazzi di Vieste, un po’ come se fossero i nostri figli.

    Comincia a piovere, sono solo le cinque, il buio è calato, e io mi sento uno straccio. Sotto il piumone abbracciati, una spruzzata di timo così si respira meglio , un film e vediamo domani cosa succede.

  • Inizia  un nuovo anno inizia un nuovo viaggio – i primi due giorni.

    Il 31 dicembre di quest’anno siamo andati a letto presto, non ci siamo neanche accorti di essere scivolati nel 2026. Lo sapete che in tedesco si dice ein guten Rutsch ( buona scivolata nel nuovo anno)

    Curiosità linguistiche a parte, ci siamo svegliati presto, abbiamo caricato le ultime cose sul furgone e siamo partiti. Colazione con panino per il Ciccio e ciambella per me. Direzione sud, con il navigatore che deve assolutamente evitare le autostrade.

    Ma quanto sono belle e libere le strade il primo gennaio , chiaro hanno tutti fatto festa e adesso sono a cado sotto le copertine. Noi due invece impavidi a 80 allora di media ce la canticchiamo. un paio di ore di strada abbiamo quasi superato i lidi ferraresi e se va avanti cosi in un altro paio di ore siamo ad Ancona.

    Non era previsto però il cartello tentatore , frittura della casa e piadina. Pit Stop d’obbligo. Con 10 euro una bella frittura calda e croccante e si ragiona meglio.

    Si riparte, un centinaio di rotonde e semafori e arriviamo in un piccolo parcheggio gratuito che a nostra app per camperisti squattrinati ci ha segnalato. Siamo vicini al mare, il posto è tranquillo, non fa neanche troppo freddo, unico neo la ferrovia che ci passa proprio dietro. Una costante che però sull’Adriatica è difficile da evitare.

    Notte relativamente tranquilla, forse di notte passano meno treni. Si riparte sempre verso Sud, e sulla nostra strada leggiamo il cartello Loreto, e subito sopra di noi la basilica. Ci sono passata decine di volte da bambina per andare in vacanza, e mi sarebbe piaciuto visitarla, il Ciccio mi accontenta . ” Dai andemo a vedere sta cesa” . Ottima scelta, è veramente tutto molto affascinante, il cortile, il madonnaro che crea un opera d’arte, belle quasi quanto gli affreschi della cappella. Un po’ di posto dell’arte in questa giornata.

    Navigatore e app alla mano facciamo un centinaio di chilometri alla ricerca di un posticino tranquillo. Centrato, in solitaria fronte mare spiaggia libera, siamo a Roseto degli Abruzzi. Una passeggiata l’immancabile scritta Pikaciccio sulla sabbia.

    La mattina dopo, un po’ acciaccati, che ci stia prendendo l’influenza ?

  • Manca veramente poco, 22/23 giorni il giorno della partenza si avvicina. La meta l’abbiamo stabilita già a marzo, il biglietto della nave lo abbiamo comprato a luglio, le vaccinazioni fatte, le richieste dei visti pure. Il Ciccio ha fatto anche la patente internazionale , e l’altra sera sono arrivate anche le piastre di trazioni in caso di insabbiamenti vari

    Insomma siamo praticamente pronti ! Ci siamo fatti anche le magliette.

    La destinazione finale Guinea Bissau, passando attraverso Marocco, Mauritania e Senegal .

    Qualcuno lo aveva indovinato ? Bravissimi , ecco e noi abbiamo cambiato idea.

    Tranquilli , non è successo niente, nessun inconveniente ,

    Ci siamo solo guardati negli occhi , e abbiamo capito che vogliamo fare qualcos’altro. Annullato il biglietto ( per fortuna c’è lo rimborsano ) , e buttato giù un nuovo itinerario …

    Ma dove andiamo allora ? Vi diamo un nuovo indizio: il nostro furgone arriverà a toccare un altro continente.

    Buona fortuna e vediamo il primo che indovina

  • Manca un mese…e si parte ! Per dove ?

    Manca un mese e finalmente si parte. Comincia il conto alla rovescia e cominciamo a raccontarvi la nostra nuova avventura.

    Indecisa sé dirvi la destinazione finale adesso o alla fine. Intanto vi racconto che dopo un consulto all’ufficio vaccinazioni viaggiatori internazionali , ( ottimo servizio devo dire ) e dopo numerose lamentele del Ciccio, che le punture non le ama proprio., ci siamo fatti in ordine sparso e un po’ Fantozziano , febbre gialla , tetano, rabbia epatite a e vari richiami….

    Un po’ bucherellati , ma questa è fatta.

    In questi giorni stiamo anche preparando vari documenti , e dopo vari uffici anche la patente internazionale e’ fatta .

    Certo perché ci andiamo con il furgone.

    Non è l’unico documento da fare , da domani cominciamo le pratiche per i visti … online per fortuna .

    Oggi intanto abbiamo pensato di ordinare finalmente le piastre, i pannelli di trazione per auto, insomma quelle cose che dovrebbero servire per tirarci fuori da fango o sabbia.

    Tanto noi non ci insabbiamo mai vero Ciccio.

    Ma allora quale sarà la nostra destinazione ?

    Siete curiosi di seguire il nostro prossimo viaggio ? Che dite vi raccontiamo anche come due matti come noi si stanno preparando a questa nuova avventura ?

    Destinazione Guinea Bissau

    Mezzo di trasporto / il nostro amato Volkwagen t4 California del 1991

  • Impariamo a fare le tagliatelle – let’s learn to make tagliatelle

    Ormai siamo a fine stagione, e di cooking class ne abbiamo fatte centinaia, con persone da tutto il mondo, con un notevole successo. Ne sono la prova le foto che riceviamo quasi quotidianamente dai nostri allievi nelle disparate parti del mondo.

    Le nostre lezioni sono molto semplici, a prova di bambino, proprio come le ho imparate io da bambina,dalla meravigliosa nonna Luciana, fantastica cuoca nata e cresciuta a Carpi dove da sempre la pasta fresca fa parte della vita.

    Cosa ci serve ? un piano di lavoro, un mattarello , un coltello, una forchetta, una ciotola e della pellicola.

    Ingredienti per 4 persona :

    400 gr di farina ( semola di grano duro, farina 0 – o se volete anche un mix di entrambe )

    4 uova medie ( possibilmente bio)

    Sale

    Buttatele in acqua bollente e salata cuocetele per 3 minuti.

    Conditele poi con il sugo che più piace. Sono buonissime anche solo con burro e parmigiano.

    Provateci e per qualsiasi domanda, noi siamo qua