Punta Sabbioni e Venezia
Per chi ci conosce, sa che non siamo nuovi a questo tipo di mini vacanze.
48 ore solo per noi per riprenderci da una settimana a dir poco movimentate. Stacchiamo un po’ da tutto e ci dedichiamo alle nostre passioni: la scoperta di nuovi sapori, luoghi e tradizioni.
Queste mini vacanze hanno sempre un obbiettivo principale, il resto, poi, e’ tutta avventura.
Obbiettivo principale e’ andare a pranzare all’antica Osteria da Gino a Venezia, della quale e’ chef il nostro caro amico Fabio.
Lunedì in tarda mattinata, al primo sbadiglio del Ciccio, si parte. Direzione punta Sabbioni. Appena usciti dall’autostrada , cerchiamo un posticino per fermarci, qualche chilometro ancora e incontriamo un ristorante-bar-tabacchi proprio sul bivio che ci porta al mare. Stop, ci si ferma. Location bellissima, tavoli in legno, con affaccio sul canale. Entriamo nel locale che si dimostra l’esatto opposto dell’esterno, quasi come la faccia del proprietario che con la simpatia ci ha litigato da piccolo.

Ma noi siamo ottimisti come pochi e ci fidiamo ad ordinare una frittura di pesce, un bicchiere di prosecco e una bella birretta. L’ottimismo scompare al primo morso e al primo sorso: frittura fredda e un po’ molliccia, vino e birra alla spina di qualità discutibile, ma va bene, non si può avere sempre tutto dalla vita.

Dopo poco meno di mezz’ora arriviamo a Punta Sabbioni, che conosciamo molto bene, se curiosate nel nostro blog, abbiamo già scritto qualche articolo in merito. Una bella passeggiata, una pizza che poi si e’ trasformata in una buona cenetta e finalmente riposino nel furgoncino. Come si dorme lì, non si dorme da nessuna parte!
Ci svegliamo sotto una pioggia battente e ci dirigiamo a prendere il vaporetto che ci condurrà alla meta finale. Nel momento dell’imbarco arriva un signore con un carrellino fumante, viste le nostre facce dubbiose lui prontamente ci spiega che nel carrellino ci sono delle pizze da consegnare a degli studenti. Consegna via vaporetto.

Arriviamo ai giardini della Biennale, una zona di Venezia a noi sconosciuta, ma proprio una bella scoperta. Ci incontriamo con i nostri amici Gloria, Giulio e Michele. Aperitivo d’obbligo con Sprirz in un bacaro. Ma che bello che è qui: bacari, antiche botteghe, aria di mare, laguna e profumo di pesce. Una Venezia autentica, a misura d’uomo, non un lunapark per turisti.

La fame si fa sentire: dai ragazzi che andiamo a trovare Fabio!

L’osteria da Gino, rilevata dal nostro amico e collega Fabio ci aspetta.Baci,
L’osteria da Gino, rilevata dal nostro amico e collega Fabio ci aspetta. Baci, abbracci e saluti, ma quando si mangia ? Naturalmente non riusciamo ad ordinare , ma ci arrivano in ordine: polipo, capesante, cozze, vongole, gamberi il tutto annaffiato da un vino bianco fermo degno di un re. La cucina del caro Fabio e’ unica , il suo talento sta nel farti sentire il mare ad ogni boccone.

il tutto annaffiato da un vino bianco fermo degno di un re. La cucina del caro Fabio e’ unica , il suo talento sta nel farti sentire il mare ad ogni boccone.
Le ore passano, tra tante chiacchiere e confidenze, ed e’ quasi ora che l’osteria si prepari per la cena, ma il personale tarda ad arrivare , il locale stasera sarà di nuovo pieno e le prenotazione continuano ad arrivare. Basta uno sguardo e tutti e cinque ci mettiamo in moto per aiutare Fabio. Che squadra ragazzi, in meno di mezz’ora tutto pronto. Conosciamo nel frattempo anche un artista tedesca, impegnata a disegnare su acquerello l’osteria.

Baci abbracci e saluti, ebbri felici e grati , noi rientriamo a punta Sabbioni e i ragazzi riprendono il treno direzione Verona .
Notte tranquilla in quello che ormai per noi è’ un luogo del cuore.
Due giorni di relax ,ottima cucina e luoghi da scoprire.
Quale sarà la prossima meta ?

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