Questo piccolo paesino ci ha proprio conquistato tanto da farci fermare un paio di giorni… la vita scorre lenta qui, passeggiate in riva al mare , tramonti , piccoli locali. Il nostro parcheggio è tranquillo, di fronte ad un piccolo street food che vende the e poco altro. Ci sono i pescatori , tanti pescatori, il Ciccio non resiste e ci riprova , con la sua vecchia canna. Niente da fare, nonostante i consigli dei colleghi turchi nessun pesce abbocca . Ripieghiamo su una lunga passeggiata ed un the in bel locale, un signore molto elegante parla un po’ italiano , ha la figlia che studia a Bologna e legge libri in italiano , ci racconta di quanto ha amato il nome del Rosa , chiacchieriamo ci offre un altro the ed un caffè turco e ci saluta garbatamente .
Scopriamo un piccolo negozietto di pesca , una signora gentilissima e piccolina che non parla una parola né di italiano né tantomeno in inglese, ci dà tutte le spiegazioni su come si pesca , e decidiamo visti gli ottimi prezzi di comprare una canna da pesca , e tutto l’occorrente . Lei chiama il figlio che la prepara con amo pesi e galleggiante . Il Ciccio è un bambino felice, emozionato per la sua prima canna nuova , di solito quelle che ha avuto erano vecchie canne che qualcuno non usava più . Subito a provarla , senza successo nonostante i consigli di un altro pescatore che va addirittura a casa a prendergli il pane giusto e un altro galleggiante . Niente di fatto , ci riproviamo domani , ormai è buio. Abbiamo fame e nessuna voglia di cucinare , e poi bisogna festeggiare l’acquisto. Avanti e indietro sul lungomare tra decine di ristorantini , indecisi su quale scegliere. Uno ci colpisce in maniera particolare , ci sono tante persone l’allegria esce dalle finestre. Entriamo e come al solito nessuno capisce una parola di quello che diciamo , per fortuna un habitué del locale , che chiamano il
Professore , ci dà mille spiegazioni in inglese , e ordina per noi , come si mangia alla turca , una serie di antipasti , praticamente tutti a base di formaggi , buonissimi , frutta , spezie , frutta secca , il tutto bagnato dal Raki , diciamo la versione turca dell’Uzo . Il professore ci insegna come berlo. In questo strano ristorante con un grande camino al centro , sembra una grande casa , e tutti bevono raki , che si portano da casa , bottiglioni da litro , e se non te lo sei portato da casa , c’è anche lo “spaccino “ che va a comprarlo al supermercato per te .
Dopo una mezz’ora tra un antipasto e un bicchiere di Raki, capiamo l’allegria che pervade l’ambiente , la cena e’ ottima , e i Brindisi tanti, veniamo poi invitati nel gruppo del professore , qui parlano tutti molto bene l’inglese e qualcuno anche il tedesco. Ci arriva ancora frutta , raki , la torta , raki , cantiamo , raki, balliamo , raki , facciamo le foto ci scambiamo i numeri di telefono e barcollando ritorniamo al furgone .

Che seratina , oggi capirete bene , tranquilli beati in furgone ci godiamo il panorama e la tranquillità di questo luogo incantato . Il
Mare e’ calmo e guardiamo gli altri pescatori pescare .
































