• Giorno 42 e 43 nuovo paese nuovo amici

    L’alba di questa mattina porta anche un po’ di piste , io ne approfitto per andare in esplorazione , il Ciccio dopo cappuccino e fetta di pane con la marmellata , e già pronto con la canna da pesca , per fare il bis di ieri sera, la vista dal castello costruito nei primi del 700 e dalla forma particolare a triangolo, peccato sia ancora chiuso . La visita per 3 euro la facevo volentieri.

    Rientro al base a vedere se il nostro Sanpei ha pescato qualcos’altro e mi metto a cucinare . Patate aglio olio e la nuova spezia turca , il tutto cotto nel magico tajine , e gli ultimi 10 minuti aggiungo il sarago ,

    Ricomincia a piovere, che novità , mai visto tanta acqua come quest’anno . Ne approfittiamo per fare un po’ di strada , ed arrivare a Orikum una cittadina della provincia di valona , con un mare sempre molto bello , ma con un lago che un po’ come il nostro lago di Resia contiene un intero paese sommerso .

    Abbiamo individuato il nostro sito per la notte , tra una base militare e una taverna , più al sicuro di così.

    Come di abitudine , andiamo a chiedere al locale se possiamo dormire lì e di solito ordiniamo un caffè o una biretta .

    Al tavolo affianco ci sono tre ragazzi più o meno della nostra età, albanesi che hanno vissuto parecchio tempo in Italia , parlano in veneto , e penso, ecco siamo apposto , con un filo di terrore che percorre la schiena , ricordando la serata in Turchia e anche quelle in Grecia. Quattro chiacchere e mezzo litro di vino bianco , anzi anche due o forse tre, loro sono pescatori, e ci invitano a pranzo per il giorno dopo a base di pesce e noi gli promettiamo le tagliatelle fatte a mano. La serata finisce con mille chiamate a parenti e amici , abbiamo il Wi-Fi del bar gratis.

    Martina dopo un po’ rimbambiti , andiamo a recuperare uova e farina, pomodori e il furgone diventa un pastificio, c’è farina ovunque . Ore 13.00 siamo pronti , e infarinati come due panettieri

    E se non vengono ? Invece eccoli pronti ci bussano al furgone e ci troviamo una tavola colma di frutti di mare appena pescati , assaggiamo anche delle strane ostriche che hanno

    Il sapore della capasanta , e il Ciccio trova anche una mini perla . Un pranzo unico fatto, abbiamo condiviso quello che ognuno di noi sa fare meglio, meglio di così.

    Un po’ di foto tante risate e la promessa di rivederci, la sera scende e ricomincia a piovere , puliamo il furgone e buona notte.

  • Giorno 40-41 i primi passi in Albania

    Mattina presto volevamo fare un giro nel paesino che ci ha ospitato , ma alla fine la fretta è la curiosità di arrivare in Albania sono troppe . Impostiamo il navigatore e tra salite curve e montagne arriviamo alla dogana tra Grecia ed Albania , una dogana tranquilla che più tranquilla non si può , controlli praticamente zero, fila nessuna ci siamo praticamente solo noi , meglio così si riparte direzione Sarande , dove abbiamo prenotato una stanza in Hotel , a soli 13.50 , con parcheggio, e dove sembra ci siano le più belle spiagge dell’Albania .

    Curve ma quante curve e ci siamo , si chiama casa mia , Elvis il proprietario parla un italiano perfetto, la stanza semplice ma non manca niente. Ci fanno anche la lavatrice , peccato non ci sia l’asciugatrice , , qui piove da novembre e l’umidità si respira .

    Non si asciugherà mai niente !! Stendiamo , i panni , la fame ci assale , andiamo a fare un giretto. Il mare è stupendo peccato che ci abbiamo costruito intorno di tutto, alberghi, ristoranti di tutti i tipi, facciamo fatica a capire dove siamo di albanese c’è proprio poco. E intanto piove , alla fine la fame prevale ed entriamo in una pizzeria . Ma lo sapete che in albanese pizza si dice pica ? Ordiniamo una pica margherita per me e una paella per il Ciccio . Tutto eccellente , ottimi ingredienti , proprietario e cuoco che naturalmente parla italiano e’ una persona squisita come i suoi piatti, e fuori continua a piovere . Si torna in hotel , a riposare guardando un film .

    Colazione in furgone , e come era prevedibile i nostri panni non sono ancora asciutti , quindi riempiamo il nostro furgone di fili e lo trasformiamo in un grande stendino

    Vicino al nostro Hotel c’è una delle spiagge più iconiche dell’Albania , tra un cantiere e una buca andiamo a vederla , la spiaggia c’è ma c’è talmente tanto cemento intorno che la bellezza è completamente coperta . Delusione.

    Proviamo a risalire in montagna , dove c’e il Blue eyes , una sorgente di acqua freddissima e di un colore blu intenso, come il nome ci indica ha la forma di occhio. Una passeggiata di un paio di chilometri, nella natura , tra ruscelli e sorgenti che ci colpiscono. Siamo noi e un altra coppia di ragazzi indiani. ci godiamo questo luogo magico.

    . Direzione porto Palermo. C’è un bel castello è una spiaggetta molto carina, il mare è bellissimo, ci sono anche altri due camper, era da un po’ che non avevamo dei vicini.

    Che pace, io mi metto a preparare la cena, e il Ciccio fa l’ennesimo tentativo con la canna da pesca , forte dei consigli ricevuti dai pescatori turchi, prepara la canna.

    Comincia a scendere a sera, tutto tranquillo , il Ciccio arriva di corsa con un pesce attaccato alla canna, esplode la gioia più vera , quella che ci fa esultare come se fossimo diventati campioni del mondo. Quando poi capiamo che ha pescato un sarago , non ci possiamo quasi credere.

    Abbiamo gia cenato ma lo puliamo ed è pronto per il pranzo di domani. Che giornata piena di emozioni oggi, l’Albania ci sta conquistando un po’ alla volta.

  • Giorno 39-40 ultimo giorno in Grecia e si entra in Albania

    Una giornata così , proprio non ce l’aspettavamo , ci siamo svegliati non avendo nessuna idea sul percorso da fare , seguiamo un po’ la strada che ci conduce all’Albania , ma niente idee chiare . Il Ciccio guida tra le statali greche e io scorro qua e là i social, vedo una richiesta di messaggio , apro e c’è la foto del retro del nostro furgone , vi abbiamo sorpassato e il nome pikaciccio ci ha incuriositi, morale due o tre messaggi e decidiamo di bere un caffè . Sono una bellissima coppia con un bambino lui è un cuoco greco , lei una bella ragazza rumena che per un periodo ha vissuto in Italia , ci prendiamo un caffè greco facciamo quattro chiacchiere un abbraccio e ci danno una dritta su un posto speciale in Grecia da visitare che pochi conoscono .

    Ci rimettiamo in marcia felici di avere una destinazione e di aver conosciuto persone che ci hanno capito , e vi assicuro che non è proprio semplice. Il loro motto sulla pagina di istangram è :Cosa è la vita, vivila giorno per giorno , posto per posto gatti cani e mixa tutto insieme .

    Lungo la strada , come facciamo sempre guardiamo i cartelli marroni , che indicano un punto di interesse e questa volta finiamo in un parco con delle cascate enormi , in grotta è un mulino , Ciccio ama le cascate ed è felice come un bambino . Se passate da Edessas e’ una meta da non perdere , gratuite le cascate si paga solo la Grotta.

    Pranzo veloce in furgone e percorriamo la strada verso Kastoria, siamo praticamente in mezzo alle montagne , ci sono cartelli che ci dicono di fare attenzione a lupi e orsi , la neve lungo la carreggiata , saliamo sempre più in alto , se il furgone potesse parlare… meglio di no . Noi ci fidiamo sempre chissà dove ci hanno mandato. Comincia poi la discesa , e si apre una vista meravigliosa , un lago, con al centro un isola, nel paese di Kastoria , passeggiano tranquillamente le oche , e i negozi vendono i colli di pelliccia , a noi viene il dubbio che sia di castoro, non abbiamo indagato . All’interno dell’isola un piccolo monastero , monaci simpatici ci lasciano dormire nel parcheggio e ricaricare il furgo di acqua , tra resto ottima anche da bere , magari un anche un po’ santa . Entriamo nella cappella accendiamo una candela , pensando ad un ragazzo come noi, un sognatore camperista che oggi improvvisamente e’ venuto a mancare . Non lo conoscevamo di persona, ma i video suoi e della sua compagnia ci hanno spinto a fare questo viaggio. Ciao Mauri continua a viaggiare nei nostri cuori e fermati nel cuore di Marina.

    Ci addormentiamo sereni in questo luogo magico. Grazie Grecia , bella in ogni tuo angolo .

    La mattina seguente è solo strada , verso l’Albania , passiamo una dogana piccola, dove non c’è praticamente nessuno, pratiche fatte in trenta secondi , nessuna bandiera , ma mai successo . Dopo tanta salita un po’ di discesa , verso la nostra metà Sarande , sappiamo che c’è un bel mare , m soprattutto abbiamo trovato una stanza di Hotel a 13 euro , così riusciamo a farci una bella doccia e una lavatrice , ogni tanto servono. Una pizza una paella per cena, il paese offre locali di tutti i tipi tranne la cucina albanese, e subito in camera , sfruttiamo anche il Wi-Fi per mettere insieme un paio di foto e scrivere qualcosa . Da domani si scopre l’Albania , chissà …

  • Giorno 37-38 Salutiamo la Turchia, e rientriamo in Grecia

    La mattina ha l’oro in bocca, oggi abbiamo da visitare l’antica città di Troya , che a dire la verità pensavamo si trovasse in Grecia , ma invece è in Turchia in una piccola cittadina turca, sopra lo stretto dei Dardanelli. Una strada tra gli olivi, e le campagne. Il sito archeologico è praticamente in mezzo al nulla. Ci sono in ordine un Hotel che si chiama Troya , un negozio di Souvenir con lo stesso nome, e una sbarra, costo del biglietto del sito 26 Euro a persona, troppo per noi , e troppo anche per i turchi, che sicuramente non possono permetterselo, un peccato infatti non c’è nessuno. Se abbassassero il prezzo del biglietto almeno fuori stagione, la cultura sarebbe a portata di tutti.

    Pensate che il costo del pane in Turchia e di 30 centesimi e il diesel , curiosità in turco si chiama Motorin, non arriva all’euro.

    Poco male, il ragazzo alla sbarra forse lo ha capito, ci lascia arrivare all’entrata e fotografare la copia del famoso cavallo.

    Ripartiamo un po’ delusi o forse no, scendiamo a Camakkale, sullo stretto dei dardanelli, un piccola cittadina, ben curata dove svetta la seconda copia del famoso Cavallo, una riproduzione in miniatura della vecchia troia, e un lungomare molto bello. Siamo qui sia per la bella cittadina sia per imbarcarci sul traghetto che ci farà attraversare lo stretto. Si perchè il famoso ponte sul stretto è anche quello decisamente caro , circa 25 euro, contro i 16 del traghetto, con gabbiani che ci vengono a salutare e delfini che ci seguono. Infatti i traghetti sono pieni e la grande opera del ponte semivuota. Chissà sarà la stessa fine del ponte sullo stretto di Messina.

    Scesi dal traghetto siamo di nuovo nel continente europeo. Che soddisfazione, siamo riusciti a portare il nostro furgoncino in ben tre continenti, diciamo la verità è lui che ha portato noi.

    Si prosegue questa volta verso Gallipoli, turca naturalmente, bella la turchia fino ad ora , ma la nostra Gallipoli in Puglia ha una marcia in più, qui c’e solo un grande porto , e tutto un po’ fatiscente. Ci fermiamo per un boccone, pesce fritto e patatine e siamo ripartiti per trovare il nostro ultimo parcheggio per la nostra ultima notte in Turchia.

    Trovato spot fronte mare in compagnia di un gruppo di famiglie turche con le loro Roulottina che sembrano andare tanto di moda . Ciccio butta la canna, io preparo cenetta e tento di scrivere qualcosa , intanto di là grigliano e bevono come se non ci fosse un domani , e come sempre in queste settimane ci offrono da bere, accettiamo il primo bicchiere e svicoliamo dicendo che domani dobbiamo ripartire .

    Ci mancherà la Turchia e soprattutto la gente che sembra sempre un po’ timida , un po’ chiusa , ma alla fine basta un sorriso e sono molto generosi .

    Svegliarsi in riva al mare e’ una gioia sempre , i nostri vicini se la dormono beatamente, dopo i bagordi di ieri non avevamo dubbi. Ripartiamo di buona lena, oggi abbiamo la dogana da fare e piano piano risalire la Grecia. Dogana fatta , nessun problema a parte una piccola multa che abbiamo preso a Smirne , altra parentesi in Turchia la polizia non ti ferma mai , ma hai come l’impressione di essere sempre sotto controllo.

    Per un po’ basta coste e optiamo per il paese di Xanthi famosa per l’elegante città vecchia con le case dai muri colorati e le finestre in legno , tanti piccoli localino colmi di gente e per il carnevale , ci capitaniamo un mezzo facciamo anche la foto con Shrek che adoriamo.

    Su e giù per strade e stradine ci fa venire fame , una bella taverna in riva al mare Neo Perhamos e’ l’ideale. Polipo alla griglia , cozze in un sughetto al pomodoro , e una feta fritta con miele e sesamo, eletto all’unanimità uno dei piatti più buoni di questa vacanza.

    Sotto le coperte domani si ava avanti

  • Giorno 35-36 la nostra passione per i mercati

    Risaliamo piano piano la Turchia, fino ad ora abbiamo visto città , montagne , terme e un mare che ci ha stupito. Ci mancano i mercati , escludendo il gran bazar di Istanbul , bellissimo tra oro, spezie e stoffe, e piccoli ristorantini. Forse un po’ troppo turistico per i nostri gusti. ci hanno detto che il mercato di Izmir (antica Smirne ) e’ più local, e offre tanto street food . Sono specializzati nelle interiora di agnello , bollite , poi condite con olio cipolle pomodori erbette e un mix di spezie turche . Da provare e il Ciccio eroico alle ore 9,00 della mattina , le sette in Italia. Addenta il suo panino , decisamente soddisfacente . Io mercato e’ enorme , si è giù per per negozi di tutti i tipi, tantissimi sono quelli di abbigliamento di marche taroccato , ma come ci dicono i venditori , copie ma di altissima qualità . Una bella mattinata che si conclude con un altro assaggio della cucina turca , il kebab di melanzane, pensavamo fosse vegetariano , ma tra una melanzane e l’altra , c’erano quattro belle polpette ( kofte) .

    Ricomincia a piovere e si riparte , piove e l’acqua scende a fiumi ovunque , nella nostra ricerca di un posto per dormire ci imbattiamo in gruppo di tre isole collegate da ponti , affascinanti nonostante il tempo non sia dei migliori. Parcheggio trovato , vicino ad un ex pulmino turco trasformato in camper, continua questa cosa che di camper o Van stranieri ci siamo sempre e solo noi.

    La mattina un pallido sole , ci rimettiamo in viaggio verso nord, piano piano dobbiamo rientrare , piccola spese al discount, e lungo il percorso verso lo stretto dei Dardanelli ci imbattiamo in un mercato local , ma proprio local. Enorme , frutta verdura pesce , pane e formaggio ovunque , mai visto tante sardine in vita . I venditori di sardine poi sono simpaticissimi, urlano ridono . Ci facciamo coinvolgere e compriamo con 2 euro mezzo chilo di sardine pulite , ci danno anche un pezzo di pane con formaggio e e verdure , e un bicchiere di Coca-Cola . Poi compriamo pomodori, e broccoli da una signora accovacciata per terra , con un viso buono , come i suoi broccoli. Compriamo olive olio . Siamo pieni di tutto e forse abbiamo speso 10 euro in tutto . Ma siamo pieni anche di vita . Ma quando la mangeremo tutte questa roba. Parcheggiamo il furgo in riva al mare , il Ciccio riprova a prendere un pesce , stasera se non lo prende e ‘ quasi meglio ci sono le sardine . Olio aglio sardine e broccoli e stasera una cena con i fiocchi

    La vita ci piace così , semplice e genuina , come questo mercato e come la nostra cena

  • Giorno 33-34 Urla e l’ospitalità turca

    Questo piccolo paesino ci ha proprio conquistato tanto da farci fermare un paio di giorni… la vita scorre lenta qui, passeggiate in riva al mare , tramonti , piccoli locali. Il nostro parcheggio è tranquillo, di fronte ad un piccolo street food che vende the e poco altro. Ci sono i pescatori , tanti pescatori, il Ciccio non resiste e ci riprova , con la sua vecchia canna. Niente da fare, nonostante i consigli dei colleghi turchi nessun pesce abbocca . Ripieghiamo su una lunga passeggiata ed un the in bel locale, un signore molto elegante parla un po’ italiano , ha la figlia che studia a Bologna e legge libri in italiano , ci racconta di quanto ha amato il nome del Rosa , chiacchieriamo ci offre un altro the ed un caffè turco e ci saluta garbatamente .

    Scopriamo un piccolo negozietto di pesca , una signora gentilissima e piccolina che non parla una parola né di italiano né tantomeno in inglese, ci dà tutte le spiegazioni su come si pesca , e decidiamo visti gli ottimi prezzi di comprare una canna da pesca , e tutto l’occorrente . Lei chiama il figlio che la prepara con amo pesi e galleggiante . Il Ciccio è un bambino felice, emozionato per la sua prima canna nuova , di solito quelle che ha avuto erano vecchie canne che qualcuno non usava più . Subito a provarla , senza successo nonostante i consigli di un altro pescatore che va addirittura a casa a prendergli il pane giusto e un altro galleggiante . Niente di fatto , ci riproviamo domani , ormai è buio. Abbiamo fame e nessuna voglia di cucinare , e poi bisogna festeggiare l’acquisto. Avanti e indietro sul lungomare tra decine di ristorantini , indecisi su quale scegliere. Uno ci colpisce in maniera particolare , ci sono tante persone l’allegria esce dalle finestre. Entriamo e come al solito nessuno capisce una parola di quello che diciamo , per fortuna un habitué del locale , che chiamano il

    Professore , ci dà mille spiegazioni in inglese , e ordina per noi , come si mangia alla turca , una serie di antipasti , praticamente tutti a base di formaggi , buonissimi , frutta , spezie , frutta secca , il tutto bagnato dal Raki , diciamo la versione turca dell’Uzo . Il professore ci insegna come berlo. In questo strano ristorante con un grande camino al centro , sembra una grande casa , e tutti bevono raki , che si portano da casa , bottiglioni da litro , e se non te lo sei portato da casa , c’è anche lo “spaccino “ che va a comprarlo al supermercato per te .

    Dopo una mezz’ora tra un antipasto e un bicchiere di Raki, capiamo l’allegria che pervade l’ambiente , la cena e’ ottima , e i Brindisi tanti, veniamo poi invitati nel gruppo del professore , qui parlano tutti molto bene l’inglese e qualcuno anche il tedesco. Ci arriva ancora frutta , raki , la torta , raki , cantiamo , raki, balliamo , raki , facciamo le foto ci scambiamo i numeri di telefono e barcollando ritorniamo al furgone .

    Che seratina , oggi capirete bene , tranquilli beati in furgone ci godiamo il panorama e la tranquillità di questo luogo incantato . Il

    Mare e’ calmo e guardiamo gli altri pescatori pescare .

  • Giorno 32 e 33 perchè in Turchia non ci sono camperisti a febbraio

    Questa è una domanda che ci è girata per la testa tutta questa settimana, chilometri e chilometri, parcheggi su parcheggi indicati sempre dalla nostra app. Tutti posti molto belli, ma oltre alle roulottine turche che sembrano andare molto di moda , van, camper stranieri neanche uno.

    Ce lo chiediamo in continuazione , e scrutiamo di qua e di la per individuare qualche matto come noi.

    La legge turca cambiata nel 2024 non permette più il campeggio in libera, e i campeggi sono pochi e anche cari. Noi ce la siamo cavata sempre trovando piccoli parcheggi, parlando con le persone del posto,. Ma ogni tanto c’è bisogno di una doccia e di fare la lavatrice, problema risolto ci sono piccoli Hotel che con 30 euro a notte , ci fanno la lavatrice, ci danno una bella stana e abbiamo anche la colazione, talmente abbondante che basta anche per il pranzo.

    Oggi è uno di quei giorni, ci fermiamo in una piccola cittadina Kuladasi sul Mar Egeo. parcheggiamo il furgone, e abbiamo il nostro piccolo Hotel che ci risolve tutti i problemi. Il tempo non è dei migliori, ma ci avventuriamo lo stesso verso il porto e la spiaggia. Il cielo si scurisce, sembra arrivare un temporale.

    Ci sono un infinità di locali sul lungomare, da Starbucks a quelli più tipici turchi. La scelta ricade su una caffetteria con i narghilè . Tanti ragazzi, murales alle pareti ed una bella atmosfera. Ordiniamo

    un the e un narghilè, In Italia noi abbiamo i sommelier del vino e loro quello del tabacchi di diverse fragranze. Ci fidiamo di lui e assaggiamo il lady killer, fuori piove, sempre più forte , e noi intanto ci rilassiamo , prima o poi smetterà. Non smette anzi, arriva una vera e propria tempesta , spaventa un pochino. Sopratutto a guardare la povera barca a vela che ondeggia paurosamente sulle onde.

    Due ore così a guardare furori, fumare e bere the, appena smette , paghiamo il conto e sgattaioliamo fuori per trovare qualcosa da mangiare. e tornare in Hotel.

    Una scoperta , per strada c’è un venditore di cozze ripiene al riso e limone, buonissime una scoperta meravigliosa, una delle cose più buone mangiate in Turchia.

    Appena arrivati ricomincia a piovere.

    Ci svegliamo e la pioggia non smette , ci consola solo la colazione di questa mattina in Hotel, uova olive formaggi , fettina di torta, arancia pomodori, pane fresco miele burro e un buon the . Carichi e si riparte cercando il sole, verso İzmir , l’antica smirne. Ci fermiamo ad una cinquantina di chilometri e troviamo un piccolo paesino sul mare , non manca niente , parcheggio piccole osterie, negozietti di vario genere. Tanti gatti , addirittura un albero di gatti

    Stanotte ci fermiamo qui.

    Il Ciccio fa un altro tentativo con la pesca , abbiamo anche comprato i piombini nuovi e io scrivo il mio articolo sul blog e giusto per smentire il titolo arriva un bel Van di francesi di ritorno dall’Iraq

    Domani si vedrà

  • Giorno 29-30 e 31 mare ma che mare

    Dopo la tappa di Pamukkale diciamo che abbiamo raggiunto i nostri obbiettivi , arrivare in Turchia , entrare in Asia , visitare Instabul, Pamukkale. Abbiamo visto anche il tempio di Afrodite che ci ha colpito parecchio. A dire la verità ci sarebbe piaciuto anche vedere la Cappadocia, ma ci siamo guardati negli occhi, la strada è ancora tanta, le temperature laggiù sono ancora rigide, in Mongolfiera ci siamo già stati e quindi votiamo all’unanimità per scendere verso il mare.

    Dopo le montagne e la neve, ci svegliamo apriamo il portellone e vediamo bene questa spiaggia lunga , il mare è pulitissimo anche se mosso da un vento forte, ci sono anche i bagni pubblici, aperti e pulitissimi, non ci era mai capitata una cosa del genere nei nostri viaggi in Italia e all’estero.

    Si riparte per andare a visitare Kas, una bella cittadina, ricca di piccoli ristoranti sul mare, di negozi e negozietti. facciamo un po’ di spesa, tra cui le seppie per la nostra cena e proseguiamo alla ricerca di altre spiagge e spiaggette. La strada corre lungo la costa e mano a mano che la si percorre il mare assume colori diversi che vanno dal verde smeraldo al blu intenso al celeste.. Vicino a Kas c’è una penisola, rigogliosa di vegetazione e sembra ci sia anche un super posticino dove mettere il furgoncino. Per arrivarci un po’ di curve , ma le facciamo volentieri. Vista meravigliosa , un gatto che si è accasato sul nostro divanetto e ha anche pranzato con noi. Ciccio parte in esplorazione a piedi, passa mezz’ora e mi sale il panico, vorrei mangiarmelo vivo ma lui con un sorriso da bambino felice mi annuncia che ha trovato un posto più bello , va bene impacchettiamo e saliamo sul furgone , mezz’ora di strada da panico e ci siamo , un paradiso a picco sul mare ,

    Tira un vento che da far concorrenza alla bora di Trieste , e il furgone dondola.

    Ci mettiamo al riparo e proviamo a dormire, poco e già con il pensiero della strada da fare la mattina. Colazione veloce e subito in marcia, e ci accorgiamo che sopra di noi c’è una bella strada asfaltata.

    Risalendo lungo la costa , arriviamo in una spiaggia dal mare turchese , sembra una piscina … i Caraibi gli fanno un baffo . Ristorantino aperto sulla spiaggia , e ne approfittiamo per assaggiare due piatti tipici. Il menemen è una zuppa del giorno a base di fagioli e limone

    Tutto questo sogno per un totale di 9 euro e 50, si riparte ancora colori e spiagge. Altra strada altre curve e dopo un lago c’è in un piccolo golfo un piccolo porto le cui acque sono verde smeraldo e ci sono migliaia di pesciolini . Proviamo a pescare anche noi insieme ad altri pescatori locali , due ore , con due canne zero pesci. Dopo tredici anni di insuccessi pensiamo sia ora di cambiare sport.

    Una notte tranquilla , risveglio e colazione in un piccolo locale lungo la strada dove due signore ci preparano il Gozleme , una specie di piadina turca ripiena di formaggio e verdure , pomodori e olive . Il the turco ci regalano le arance , conto 5 euro.

    Un altra spiaggia in altra sorpresa una laguna dove depositano le uova le tartarughe , aperta agli esseri umani di giorno, e solo per le tartarughe la sera . Che bella cosa …

    Ancora strada non ci si ferma mai , un porticciolo , nuovi amici che ci offrono un paio di birre e due spaghetti . Stanchi morti si va a dormire

  • Giorno 27 e 28 quante corse ma tanta Turchia

    Un risveglio felice sul nostro furgoncino, presto presto quasi l’alba , in un piccolo paesino sulle coste del mar di Marmara che ha un colore scuro scuro, il ciccio mi dice perchè è profondissimo. Compriamo il pane come nostra abitudine, pagato 15 lire turche , praticamente 30 centesimi, e subito dopo ci imbattiamo in una cooperativa di pescatori, e il furgone praticamente si è fermato da solo, sa benissimo che non sappiamo resistere al pesce fresco, orate, branzini , tonnetti sarde e sardine ci saremmo praticamente comprati tutto, ma non si può ci accontentiamo di mezzo chilo di sarde, che il pescatore gentilissimo ci pulisce. per un totale di neanche due euro.

    Si riparte la missione di oggi è arrivare a Pamukkale, dove ci sono e famose vasche di acqua calda di travertino I chilometri sono tante e la strada non proprio agevole, in marcia quindi. Curva a destra , poi a sinistra e avanti fino a quando non ci imbattiamo in un paesone grande, con una confusione, macchine motorini, botteghe , ci sembra un po’ di essere ritornati in Marocco. Dieci minuti di pausa dopo tre ore di viaggio, individuato un oarcheggio ci ritroviamo in mezzo ad un mercato anch’esso alla stazione degli autobus, vendono di tutto, ma ci colpisce la verdura ha delle dimensioni da record, mai visti in vita porri così lunghi. Con un euro riempiamo il furgone anche di verdure. Si riparte , ma cavoli non possiamo non fermarci al tempio di Afrodite, patrimonio dell’unesco. . Ancora sassi sbuffa il Ciccio., ma questa volta sono talmente belli che anche lui si innamora delle opere d’arte che ci troviamo di fronte. Bisogna ripartire sennò stasera ci tocca dormire chissà dove, curve salite , strade non proprio belle, il sole cala e la strada e la stanchezza si fanno sentire. Arriviamo finalmente a destinazione, rallentiamo un pochino e veniamo catturati immediatamente da un ragazzo che ci chiede se domani all’alba vogliamo salire in mongolfiera e vedere lo spettacolo delle terme dall’alto. Ci lasciamo convincere, contrattando il prezzo. Lasciamo un anticipo e lo aspettiamo davanti al furgone la mattina seguente. Avremmo fatto bene, non è che ci ha preso in giro, come sarà quest’esperienza , ne varrà la pena. Mille domande affollano la mente la notte passa in fretta e all’alba siamo pronti. Puntualissimi, si parte. La mongolfiera si gonfia, che emozione, ci guardiamo con gli altri passeggeri, gli occhi brillano e il cuore comincia a correre. Si sale, piano piano, insieme a decine di altri palloni, foto, sorrisi, e voliamo alti nel cielo.

    Con i piedi a terra un brindisi, con uno spumante analcolico e ci danno anche il diploma. In programma avremmo avuto la visita al parco delle terme, ma siamo gia un po’ fuori budget , e quindi prima di acquistarlo facciamo un giretto di perlustrazione, e ci avviciniamo a queste bianchissimo montagne di marmo, il ciccio individua una stradina senza cancello, anzi il cancello c’è , ma basta girarci intorno e si entra, noi ci proviamo, io vedo un rigagnolo di acqua che scende , è tiepida, in due nano secondi sono senza scarpe, pronta metterci il piedino, peccato che in quell’istante la sicurezza ci vede, e ci dice di uscire., ed io a piedi nudi, con i calzetti in mano, le scarpe infilate a meta, mi metto a camminare velocemente verso l’uscita e il Ciccio ride come un matto. Usciti senza conseguenza , arriviamo in un piccolo laghetto, gratuito dove fanno il bagno le oche , e io ancora a piedi nudi li immergo nelle acque gelide gelide insieme ai pennuti.

    Dopo questa, possiamo anche ripartire, abbiamo proprio fatto tutto. Si scende e si va al mare, peccato che noi nelle cartine guardiamo i chilometri e non facciamo attenzione ai dislivelli. e nel giro di un paio di ore ci ritroviamo a 2000 metri a giocare a palle di neve.

    Le montagne sono candide, il cielo blu intenso, lo spettacolo è unico ci sembra di essere in paradiso. Ci siamo noi è qualche famigliola turca che fa picnic. Ci saremmo fermati di più, ma come sempre quando viaggi in van come noi, dopo le tre del pomeriggio bisogna cercare un posto per dormire.

    Scendiamo scendiamo, tra tornanti e cascate fino al arrivare al mare dai mille colori. Pronti a scoprire questo lato mediterraneo della Turchia.

  • Giorno 25-26 girovagando per Instabul e le terme e le terme bizantine

    Ci svegliamo nella nostra prima camera d’albergo, forse sarà l’unica di questo viaggio, abbiamo preso con l’offerta anche la colazione inclusa, e che colazione, c’è di tutto , il un rotolino di pasta fillo con il formaggio, la feta, le olive , l’uovo sodo, il miele , il pane croccante, i pomodori, i cetrioli, forse mi sono dimenticata qualcosa. Cappuccino e succo. Io però ho un po’ di mal di pancia e cedo a malincuore tutto al Ciccio. e lo guardo con la faccia di Fantozzi che guarda il dietologo tedesco che mangia le polpette. Si parte nessuna metà precisa, solo perdersi in una città tutta da scoprire. Giardini segreti, venditori ambulanti di pannocchie e castagne e pane con il sesamo. I ristoranti sono tantissimi, quasi come gatti e gabbiani che sono i padroni indiscussi della città. Se amate i gatti non potete non andare ad Istanbul. le persone sono discrete e gentili, le moschee sono tante imponenti e veramente uniche.

    La città è un continuo saliscendi , e guardando tra le vie, si intravede il mare . A forza di camminare , ci è venuto il solito languorino e tra i tanti menù scegliamo le costolette di agnello, con il riso , il riso, verdure le salse e la pizza turca, il the la limonata e tanti sorrisi, e naturalmente circondati da gatti.

    Mezz’ora di riposo e avanti, non ci fermeremo mai. La città offre veramente tantissimo, ma noi ormai siamo distrutti, in branda che domani si riparte.

    Colazione , questa volta la faccio anche io, e non lascio neanche un oliva. Si riparte verso sud, una meta precisa ancora non c’è, intanto ci godiamo la discesa sotto il tunnel del Bosforo, un opera ingienieristica monumentale, emozionante pensare a tutta l’acqua che ci passa sopra la testa. A proposito di acqua, tra un tornate e l’altro siamo capitati all’interno del parco termale di Yalova, terme che risalgono all’epoca bizantina. Ci siamo fatti una bella passeggiata nei boschi, abbiamo messo i piedi in acqua bollente e siamo ripartiti verso il mare, arrivando in una piccola località balneare turca , piccoli ristorantini, un bel lungomare, nessun turista . Con pochi euro abbiamo cenato e fatto la spesa , e ci siamo comprati anche la pasta veneta, curiosi di assaggiarla. Parcheggiato il furgone , bello l’hotel ma stasera si dorme a casa

  • Una storia da raccontare , non possiamo girarci dall’altra parte -Iran e la strage di ragazzi

    Il mondo per noi e ‘ uno lo sapete bene, non esistono differenze di razza , colore , lingua e religione . Siamo tutti essere umani e abbiamo il diritto di esserlo.

    Questa storia ci ha fatto piangere oggi, questa storia ci ha fatto capire che quello che si guarda in televisione sui social a volte è vero tremendamente vero.

    Ieri nel nostro piccolo Hotel abbiamo fatto quattro chiacchere con una coppia di ragazzi , molto carini , niente di più. Questa mattina ci siamo ritrovati a colazione e abbiamo fumato una sigaretta insieme in giardino e ci siamo conosciuti meglio, quando gli abbiamo chiesto di che paese sono , con tanta tristezza che traspariva dagli occhi dal tremore delle mani , ci hanno detto da un brutto paese , all’inizio non capendo abbiamo chiesto da che paese , e ci hanno detto Iran . Sono scappati una settimana fa , per salvarsi la vita , ci hanno raccontando che ammazzano le persone , i ragazzi per strada, come si ammazzano le galline in un allevamento , tremava si abbracciava con la sua bellissima ragazza , loro sono riusciti a scappare perché lavorano in Smart working .

    Non posso però mettersi in contatto con nessuno in Iran , hanno paura. Sono solo felici di essere al sicuro adesso.

    Vorremmo farvi vedere la loro foto per farvi capire la dolcezza e la paura dei loro occhi , hanno l’età dei nostri figli , e hanno paura di dire quello che pensano , hanno paura di camminare per strada .

    Ci siamo abbracciati , abbiamo passato una mezz’ora insieme e cercando di farli ridere un po’ e parlando di viaggi e di sogni .

    Questa sera ho scuriosato fra i media e di Iran e di questo massacro si parla solo marginalmente .

    Forse il nostro articolo non conterà niente , ma questa storia andava raccontata .

    Domani faremo ancora colazione e li abbracceremo ancora più forte e speriamo di incontrarli in mondo migliore

  • 23- 24 giorno – entriamo in Turchia ed assaggiamo Istanbul

    Ultime cose da fare in Grecia questa mattina, innanzitutto sistemare un po il furgone, fare una lavatrice, che non sappiamo quante lavanderie a gettoni troveremo, prenotare il piccolo alberghetto in super offerta che abbiamo trovato nel cuore di Istanbul, ci costa meno del parcheggio.

    Pensare al scheda Sim, non riesco a decidermi, se recuperare una esim. se prendere l’offerta che mi fa il nostro operatore italiano. Ecco il mio dubbio amletico che fa si che passata la dogana siamo completamente senza internet, quindi senza navigatore. A proposito passata la dogana siamo entrati ufficialmente in Asia, prima volta per noi e prima volta per il nostro furgoncino che dall’alto dei suoi 35 anni ha viaggiato in tre continenti.

    Si festeggia, nel primo paesino che incontriamo con due zuppette turche , molto buone , cambiamo i soldi, ma quante banconote ti danno con pochi euro. Comincio l’affannosa ricerca di una sim card turca, ma quelle per i turisti no sono proprio economiche . Non mi decido e quindi anche stasera nessuna connessione. Non so come, riusciamo a trovare un bellissimo posto dove dormire, porto di pescatori, e tranquillità assoluta.

    La mattina decidiamo di partire ed arrivare ad Instabul sempre a istinto e aiutandoci solo con le mappe non in linea. Le strade della turchia sono belle e l’impresa sembra uno scherzo da ragazzi, a parte la piccola deviazione di una trentina di chilometri per aver sbagliato uscita, ci siamo resi conto della difficoltà , quando abbiamo visto quanto è immensa questa meravigliosa citta. Quasi 16,000,000 di abitanti, che gentilissimi , uno dopo l’altro, con scritte su un blocchetto, indicazioni a gesti, screenshot dei loro telefoni, ci hanno condotto al nostro piccolo Hotel. Villa Paradiso che poi ha anche cambiato nome e un vicino di casa , è saltato sul furgone e ci ha condotto qui.

    Impresa riuscita, doccia, connessione wifi , per poter avere un altra connessione e di corsa a vedere in grand Bazar che chiude fra un paio di ore , e domani è chiuso perchè è domenica.

    Che meraviglia , colori profumi, una marea di gente da tutto il mondo. c’è una confusione, ma controllata. Ci siamo sentiti subito a nostro agio. Avremmo voluto rimanere di più , ma il sole è ormai tramontato da un pezzo. Vaghiamo un po’ nella città vecchia, indecisi su quale specialità turca assaggiare , e di fronte ci troviamo la Basilica di Santa Sofia , mancano le parole per descriverla, talmente bella da togliere il fiato.

    Domani abbiamo in programma di visitarla all’interno, ma ia solo questa vista vale l’intero viaggio. Rientriamo nelle viuzze del food, e ci lasciamo incantare da un buttadentro giovane giovane, e mangiamo il nostro primo kebab turco di pollo in abbinamento ad uno joghurt che ci consiglia un bambino seduto accanto a noi. Tutto ottimo e con 300 (6 euro ) lire siamo a posto fino a domani.

    Peccato che , girovagando tra i ristorantini che sono ovunque ci siamo allontanati un bel po’ dall’hotel e soprattutto siamo scesi parecchio, quindi per rientrare ci aspetta una salita degna di Messner, un taxista furbo che ci vede arrancare , prova a chiederci se vogliamo un taxi , ma ci spara una cifra assurda , ma noi piuttosto che dargliela ci accampiamo a metà salita , Dopo cinque minuti inizia la discesa e questa sera belli andiamo a riposare

    .