• Giorno 32 e 33 perchè in Turchia non ci sono camperisti a febbraio

    Questa è una domanda che ci è girata per la testa tutta questa settimana, chilometri e chilometri, parcheggi su parcheggi indicati sempre dalla nostra app. Tutti posti molto belli, ma oltre alle roulottine turche che sembrano andare molto di moda , van, camper stranieri neanche uno.

    Ce lo chiediamo in continuazione , e scrutiamo di qua e di la per individuare qualche matto come noi.

    La legge turca cambiata nel 2024 non permette più il campeggio in libera, e i campeggi sono pochi e anche cari. Noi ce la siamo cavata sempre trovando piccoli parcheggi, parlando con le persone del posto,. Ma ogni tanto c’è bisogno di una doccia e di fare la lavatrice, problema risolto ci sono piccoli Hotel che con 30 euro a notte , ci fanno la lavatrice, ci danno una bella stana e abbiamo anche la colazione, talmente abbondante che basta anche per il pranzo.

    Oggi è uno di quei giorni, ci fermiamo in una piccola cittadina Kuladasi sul Mar Egeo. parcheggiamo il furgone, e abbiamo il nostro piccolo Hotel che ci risolve tutti i problemi. Il tempo non è dei migliori, ma ci avventuriamo lo stesso verso il porto e la spiaggia. Il cielo si scurisce, sembra arrivare un temporale.

    Ci sono un infinità di locali sul lungomare, da Starbucks a quelli più tipici turchi. La scelta ricade su una caffetteria con i narghilè . Tanti ragazzi, murales alle pareti ed una bella atmosfera. Ordiniamo

    un the e un narghilè, In Italia noi abbiamo i sommelier del vino e loro quello del tabacchi di diverse fragranze. Ci fidiamo di lui e assaggiamo il lady killer, fuori piove, sempre più forte , e noi intanto ci rilassiamo , prima o poi smetterà. Non smette anzi, arriva una vera e propria tempesta , spaventa un pochino. Sopratutto a guardare la povera barca a vela che ondeggia paurosamente sulle onde.

    Due ore così a guardare furori, fumare e bere the, appena smette , paghiamo il conto e sgattaioliamo fuori per trovare qualcosa da mangiare. e tornare in Hotel.

    Una scoperta , per strada c’è un venditore di cozze ripiene al riso e limone, buonissime una scoperta meravigliosa, una delle cose più buone mangiate in Turchia.

    Appena arrivati ricomincia a piovere.

    Ci svegliamo e la pioggia non smette , ci consola solo la colazione di questa mattina in Hotel, uova olive formaggi , fettina di torta, arancia pomodori, pane fresco miele burro e un buon the . Carichi e si riparte cercando il sole, verso İzmir , l’antica smirne. Ci fermiamo ad una cinquantina di chilometri e troviamo un piccolo paesino sul mare , non manca niente , parcheggio piccole osterie, negozietti di vario genere. Tanti gatti , addirittura un albero di gatti

    Stanotte ci fermiamo qui.

    Il Ciccio fa un altro tentativo con la pesca , abbiamo anche comprato i piombini nuovi e io scrivo il mio articolo sul blog e giusto per smentire il titolo arriva un bel Van di francesi di ritorno dall’Iraq

    Domani si vedrà

  • Giorno 29-30 e 31 mare ma che mare

    Dopo la tappa di Pamukkale diciamo che abbiamo raggiunto i nostri obbiettivi , arrivare in Turchia , entrare in Asia , visitare Instabul, Pamukkale. Abbiamo visto anche il tempio di Afrodite che ci ha colpito parecchio. A dire la verità ci sarebbe piaciuto anche vedere la Cappadocia, ma ci siamo guardati negli occhi, la strada è ancora tanta, le temperature laggiù sono ancora rigide, in Mongolfiera ci siamo già stati e quindi votiamo all’unanimità per scendere verso il mare.

    Dopo le montagne e la neve, ci svegliamo apriamo il portellone e vediamo bene questa spiaggia lunga , il mare è pulitissimo anche se mosso da un vento forte, ci sono anche i bagni pubblici, aperti e pulitissimi, non ci era mai capitata una cosa del genere nei nostri viaggi in Italia e all’estero.

    Si riparte per andare a visitare Kas, una bella cittadina, ricca di piccoli ristoranti sul mare, di negozi e negozietti. facciamo un po’ di spesa, tra cui le seppie per la nostra cena e proseguiamo alla ricerca di altre spiagge e spiaggette. La strada corre lungo la costa e mano a mano che la si percorre il mare assume colori diversi che vanno dal verde smeraldo al blu intenso al celeste.. Vicino a Kas c’è una penisola, rigogliosa di vegetazione e sembra ci sia anche un super posticino dove mettere il furgoncino. Per arrivarci un po’ di curve , ma le facciamo volentieri. Vista meravigliosa , un gatto che si è accasato sul nostro divanetto e ha anche pranzato con noi. Ciccio parte in esplorazione a piedi, passa mezz’ora e mi sale il panico, vorrei mangiarmelo vivo ma lui con un sorriso da bambino felice mi annuncia che ha trovato un posto più bello , va bene impacchettiamo e saliamo sul furgone , mezz’ora di strada da panico e ci siamo , un paradiso a picco sul mare ,

    Tira un vento che da far concorrenza alla bora di Trieste , e il furgone dondola.

    Ci mettiamo al riparo e proviamo a dormire, poco e già con il pensiero della strada da fare la mattina. Colazione veloce e subito in marcia, e ci accorgiamo che sopra di noi c’è una bella strada asfaltata.

    Risalendo lungo la costa , arriviamo in una spiaggia dal mare turchese , sembra una piscina … i Caraibi gli fanno un baffo . Ristorantino aperto sulla spiaggia , e ne approfittiamo per assaggiare due piatti tipici. Il menemen è una zuppa del giorno a base di fagioli e limone

    Tutto questo sogno per un totale di 9 euro e 50, si riparte ancora colori e spiagge. Altra strada altre curve e dopo un lago c’è in un piccolo golfo un piccolo porto le cui acque sono verde smeraldo e ci sono migliaia di pesciolini . Proviamo a pescare anche noi insieme ad altri pescatori locali , due ore , con due canne zero pesci. Dopo tredici anni di insuccessi pensiamo sia ora di cambiare sport.

    Una notte tranquilla , risveglio e colazione in un piccolo locale lungo la strada dove due signore ci preparano il Gozleme , una specie di piadina turca ripiena di formaggio e verdure , pomodori e olive . Il the turco ci regalano le arance , conto 5 euro.

    Un altra spiaggia in altra sorpresa una laguna dove depositano le uova le tartarughe , aperta agli esseri umani di giorno, e solo per le tartarughe la sera . Che bella cosa …

    Ancora strada non ci si ferma mai , un porticciolo , nuovi amici che ci offrono un paio di birre e due spaghetti . Stanchi morti si va a dormire

  • Giorno 27 e 28 quante corse ma tanta Turchia

    Un risveglio felice sul nostro furgoncino, presto presto quasi l’alba , in un piccolo paesino sulle coste del mar di Marmara che ha un colore scuro scuro, il ciccio mi dice perchè è profondissimo. Compriamo il pane come nostra abitudine, pagato 15 lire turche , praticamente 30 centesimi, e subito dopo ci imbattiamo in una cooperativa di pescatori, e il furgone praticamente si è fermato da solo, sa benissimo che non sappiamo resistere al pesce fresco, orate, branzini , tonnetti sarde e sardine ci saremmo praticamente comprati tutto, ma non si può ci accontentiamo di mezzo chilo di sarde, che il pescatore gentilissimo ci pulisce. per un totale di neanche due euro.

    Si riparte la missione di oggi è arrivare a Pamukkale, dove ci sono e famose vasche di acqua calda di travertino I chilometri sono tante e la strada non proprio agevole, in marcia quindi. Curva a destra , poi a sinistra e avanti fino a quando non ci imbattiamo in un paesone grande, con una confusione, macchine motorini, botteghe , ci sembra un po’ di essere ritornati in Marocco. Dieci minuti di pausa dopo tre ore di viaggio, individuato un oarcheggio ci ritroviamo in mezzo ad un mercato anch’esso alla stazione degli autobus, vendono di tutto, ma ci colpisce la verdura ha delle dimensioni da record, mai visti in vita porri così lunghi. Con un euro riempiamo il furgone anche di verdure. Si riparte , ma cavoli non possiamo non fermarci al tempio di Afrodite, patrimonio dell’unesco. . Ancora sassi sbuffa il Ciccio., ma questa volta sono talmente belli che anche lui si innamora delle opere d’arte che ci troviamo di fronte. Bisogna ripartire sennò stasera ci tocca dormire chissà dove, curve salite , strade non proprio belle, il sole cala e la strada e la stanchezza si fanno sentire. Arriviamo finalmente a destinazione, rallentiamo un pochino e veniamo catturati immediatamente da un ragazzo che ci chiede se domani all’alba vogliamo salire in mongolfiera e vedere lo spettacolo delle terme dall’alto. Ci lasciamo convincere, contrattando il prezzo. Lasciamo un anticipo e lo aspettiamo davanti al furgone la mattina seguente. Avremmo fatto bene, non è che ci ha preso in giro, come sarà quest’esperienza , ne varrà la pena. Mille domande affollano la mente la notte passa in fretta e all’alba siamo pronti. Puntualissimi, si parte. La mongolfiera si gonfia, che emozione, ci guardiamo con gli altri passeggeri, gli occhi brillano e il cuore comincia a correre. Si sale, piano piano, insieme a decine di altri palloni, foto, sorrisi, e voliamo alti nel cielo.

    Con i piedi a terra un brindisi, con uno spumante analcolico e ci danno anche il diploma. In programma avremmo avuto la visita al parco delle terme, ma siamo gia un po’ fuori budget , e quindi prima di acquistarlo facciamo un giretto di perlustrazione, e ci avviciniamo a queste bianchissimo montagne di marmo, il ciccio individua una stradina senza cancello, anzi il cancello c’è , ma basta girarci intorno e si entra, noi ci proviamo, io vedo un rigagnolo di acqua che scende , è tiepida, in due nano secondi sono senza scarpe, pronta metterci il piedino, peccato che in quell’istante la sicurezza ci vede, e ci dice di uscire., ed io a piedi nudi, con i calzetti in mano, le scarpe infilate a meta, mi metto a camminare velocemente verso l’uscita e il Ciccio ride come un matto. Usciti senza conseguenza , arriviamo in un piccolo laghetto, gratuito dove fanno il bagno le oche , e io ancora a piedi nudi li immergo nelle acque gelide gelide insieme ai pennuti.

    Dopo questa, possiamo anche ripartire, abbiamo proprio fatto tutto. Si scende e si va al mare, peccato che noi nelle cartine guardiamo i chilometri e non facciamo attenzione ai dislivelli. e nel giro di un paio di ore ci ritroviamo a 2000 metri a giocare a palle di neve.

    Le montagne sono candide, il cielo blu intenso, lo spettacolo è unico ci sembra di essere in paradiso. Ci siamo noi è qualche famigliola turca che fa picnic. Ci saremmo fermati di più, ma come sempre quando viaggi in van come noi, dopo le tre del pomeriggio bisogna cercare un posto per dormire.

    Scendiamo scendiamo, tra tornanti e cascate fino al arrivare al mare dai mille colori. Pronti a scoprire questo lato mediterraneo della Turchia.

  • Giorno 25-26 girovagando per Instabul e le terme e le terme bizantine

    Ci svegliamo nella nostra prima camera d’albergo, forse sarà l’unica di questo viaggio, abbiamo preso con l’offerta anche la colazione inclusa, e che colazione, c’è di tutto , il un rotolino di pasta fillo con il formaggio, la feta, le olive , l’uovo sodo, il miele , il pane croccante, i pomodori, i cetrioli, forse mi sono dimenticata qualcosa. Cappuccino e succo. Io però ho un po’ di mal di pancia e cedo a malincuore tutto al Ciccio. e lo guardo con la faccia di Fantozzi che guarda il dietologo tedesco che mangia le polpette. Si parte nessuna metà precisa, solo perdersi in una città tutta da scoprire. Giardini segreti, venditori ambulanti di pannocchie e castagne e pane con il sesamo. I ristoranti sono tantissimi, quasi come gatti e gabbiani che sono i padroni indiscussi della città. Se amate i gatti non potete non andare ad Istanbul. le persone sono discrete e gentili, le moschee sono tante imponenti e veramente uniche.

    La città è un continuo saliscendi , e guardando tra le vie, si intravede il mare . A forza di camminare , ci è venuto il solito languorino e tra i tanti menù scegliamo le costolette di agnello, con il riso , il riso, verdure le salse e la pizza turca, il the la limonata e tanti sorrisi, e naturalmente circondati da gatti.

    Mezz’ora di riposo e avanti, non ci fermeremo mai. La città offre veramente tantissimo, ma noi ormai siamo distrutti, in branda che domani si riparte.

    Colazione , questa volta la faccio anche io, e non lascio neanche un oliva. Si riparte verso sud, una meta precisa ancora non c’è, intanto ci godiamo la discesa sotto il tunnel del Bosforo, un opera ingienieristica monumentale, emozionante pensare a tutta l’acqua che ci passa sopra la testa. A proposito di acqua, tra un tornate e l’altro siamo capitati all’interno del parco termale di Yalova, terme che risalgono all’epoca bizantina. Ci siamo fatti una bella passeggiata nei boschi, abbiamo messo i piedi in acqua bollente e siamo ripartiti verso il mare, arrivando in una piccola località balneare turca , piccoli ristorantini, un bel lungomare, nessun turista . Con pochi euro abbiamo cenato e fatto la spesa , e ci siamo comprati anche la pasta veneta, curiosi di assaggiarla. Parcheggiato il furgone , bello l’hotel ma stasera si dorme a casa

  • Una storia da raccontare , non possiamo girarci dall’altra parte -Iran e la strage di ragazzi

    Il mondo per noi e ‘ uno lo sapete bene, non esistono differenze di razza , colore , lingua e religione . Siamo tutti essere umani e abbiamo il diritto di esserlo.

    Questa storia ci ha fatto piangere oggi, questa storia ci ha fatto capire che quello che si guarda in televisione sui social a volte è vero tremendamente vero.

    Ieri nel nostro piccolo Hotel abbiamo fatto quattro chiacchere con una coppia di ragazzi , molto carini , niente di più. Questa mattina ci siamo ritrovati a colazione e abbiamo fumato una sigaretta insieme in giardino e ci siamo conosciuti meglio, quando gli abbiamo chiesto di che paese sono , con tanta tristezza che traspariva dagli occhi dal tremore delle mani , ci hanno detto da un brutto paese , all’inizio non capendo abbiamo chiesto da che paese , e ci hanno detto Iran . Sono scappati una settimana fa , per salvarsi la vita , ci hanno raccontando che ammazzano le persone , i ragazzi per strada, come si ammazzano le galline in un allevamento , tremava si abbracciava con la sua bellissima ragazza , loro sono riusciti a scappare perché lavorano in Smart working .

    Non posso però mettersi in contatto con nessuno in Iran , hanno paura. Sono solo felici di essere al sicuro adesso.

    Vorremmo farvi vedere la loro foto per farvi capire la dolcezza e la paura dei loro occhi , hanno l’età dei nostri figli , e hanno paura di dire quello che pensano , hanno paura di camminare per strada .

    Ci siamo abbracciati , abbiamo passato una mezz’ora insieme e cercando di farli ridere un po’ e parlando di viaggi e di sogni .

    Questa sera ho scuriosato fra i media e di Iran e di questo massacro si parla solo marginalmente .

    Forse il nostro articolo non conterà niente , ma questa storia andava raccontata .

    Domani faremo ancora colazione e li abbracceremo ancora più forte e speriamo di incontrarli in mondo migliore

  • 23- 24 giorno – entriamo in Turchia ed assaggiamo Istanbul

    Ultime cose da fare in Grecia questa mattina, innanzitutto sistemare un po il furgone, fare una lavatrice, che non sappiamo quante lavanderie a gettoni troveremo, prenotare il piccolo alberghetto in super offerta che abbiamo trovato nel cuore di Istanbul, ci costa meno del parcheggio.

    Pensare al scheda Sim, non riesco a decidermi, se recuperare una esim. se prendere l’offerta che mi fa il nostro operatore italiano. Ecco il mio dubbio amletico che fa si che passata la dogana siamo completamente senza internet, quindi senza navigatore. A proposito passata la dogana siamo entrati ufficialmente in Asia, prima volta per noi e prima volta per il nostro furgoncino che dall’alto dei suoi 35 anni ha viaggiato in tre continenti.

    Si festeggia, nel primo paesino che incontriamo con due zuppette turche , molto buone , cambiamo i soldi, ma quante banconote ti danno con pochi euro. Comincio l’affannosa ricerca di una sim card turca, ma quelle per i turisti no sono proprio economiche . Non mi decido e quindi anche stasera nessuna connessione. Non so come, riusciamo a trovare un bellissimo posto dove dormire, porto di pescatori, e tranquillità assoluta.

    La mattina decidiamo di partire ed arrivare ad Instabul sempre a istinto e aiutandoci solo con le mappe non in linea. Le strade della turchia sono belle e l’impresa sembra uno scherzo da ragazzi, a parte la piccola deviazione di una trentina di chilometri per aver sbagliato uscita, ci siamo resi conto della difficoltà , quando abbiamo visto quanto è immensa questa meravigliosa citta. Quasi 16,000,000 di abitanti, che gentilissimi , uno dopo l’altro, con scritte su un blocchetto, indicazioni a gesti, screenshot dei loro telefoni, ci hanno condotto al nostro piccolo Hotel. Villa Paradiso che poi ha anche cambiato nome e un vicino di casa , è saltato sul furgone e ci ha condotto qui.

    Impresa riuscita, doccia, connessione wifi , per poter avere un altra connessione e di corsa a vedere in grand Bazar che chiude fra un paio di ore , e domani è chiuso perchè è domenica.

    Che meraviglia , colori profumi, una marea di gente da tutto il mondo. c’è una confusione, ma controllata. Ci siamo sentiti subito a nostro agio. Avremmo voluto rimanere di più , ma il sole è ormai tramontato da un pezzo. Vaghiamo un po’ nella città vecchia, indecisi su quale specialità turca assaggiare , e di fronte ci troviamo la Basilica di Santa Sofia , mancano le parole per descriverla, talmente bella da togliere il fiato.

    Domani abbiamo in programma di visitarla all’interno, ma ia solo questa vista vale l’intero viaggio. Rientriamo nelle viuzze del food, e ci lasciamo incantare da un buttadentro giovane giovane, e mangiamo il nostro primo kebab turco di pollo in abbinamento ad uno joghurt che ci consiglia un bambino seduto accanto a noi. Tutto ottimo e con 300 (6 euro ) lire siamo a posto fino a domani.

    Peccato che , girovagando tra i ristorantini che sono ovunque ci siamo allontanati un bel po’ dall’hotel e soprattutto siamo scesi parecchio, quindi per rientrare ci aspetta una salita degna di Messner, un taxista furbo che ci vede arrancare , prova a chiederci se vogliamo un taxi , ma ci spara una cifra assurda , ma noi piuttosto che dargliela ci accampiamo a metà salita , Dopo cinque minuti inizia la discesa e questa sera belli andiamo a riposare

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  • 21mo e 22mo giorno Salonicco e la strada verso la Turchia

    Ancora pioggia, ancora neve, il programma di oggi prevede un giro per Salonicco, sono anni che ci incuriosisce la seconda città più grande della Grecia, profondamente diversa da Atene che abbiamo visitato nel 2016.

    Siamo gia pronti, anzi sono gia pronta a sfoderare la cerata azzurra che ci ha regalato l’assicurazione come gudget per Natale, il Ciccio un po’ meno, infatti è imboscata dietro a milioni di altre cose nel baule. Arrivati invece a Salonicco, la pioggia non c’è più, riusciamo a parcheggiare in pieno centro, con soli 3 euro e comincia la nostra esplorazione partendo dal quartiere di Ladadika, di cui abbiamo sentito parlare in qualche video. Un quartiere per anni in decadenza , ricco invece adesso di ristorantini street food, mostre d’arte e spettacoli. Ci sono costruzioni storiche, costruzioni abbandonate, ma colorate da bellissimi graffiti, le taberne e gli street food no si contano, e hanno tutti qualcosa di particolare. Ci sono luci , colori e tanti giovani, si respira un aria tranquilla e allegra. I profumi che escono dalle taberne assolutamente invitanti. Camminiamo un po’ sul lungomare per raggiungere il monumento simbolo della città, la Torre bianca. Armata del nuovo bastone per il sefie costringo il povero Ciccio a innumerevoli pose. Quante risate tutte le volte, noi e sopratutto gli spettatori che ci guardano.

    Dopo la lunga ma neanche troppo unga passeggiata, per fortuna non ha iniziato a piovere , rientriamo verso il quartiere degli artisti per cercare quacosa da mangiare e neanche farlo apposta ci ritroviamo nel bel mezzo di una manifestazione , colorata di arancione, abbiamo provato a capire per cosa stessero manifestando, ma i cartelli in greco sono per noi incomprensibili. Li salutiamo seguendo questa volta il profumo di un localino specializzato in Gyros. Un panino gigantesco con pochi euro, il tipico pane greco la pita ripieno con degli sfilacci di maiale, pomodoro, cipolla , patate, tatziki Da dieci e lode. Rinfrancati si riparte alla ricerca del nostro parcheggio per la notte. Un’oretta e siamo al calduccio, e ricomincia a piovere.

    Buon giorno oggi è una giornata dedicata alla strada che ci avvicina sempre di più alla Turchia, non abbiamo nulla in particolare da visitare, Lungo la strada troviamo la città di Kavala, niente che ci piaccia in particolare , le case sono strette strette una vicina all’altra, ma il suo fascino è dato da un acquedotto medievale in perfette condizioni che attraversa l’intera città, Piove ancora e quindi lo ammiriamo dai finestrini del furgoncino, ed inoltre tanto ci è sembrata pacifica Salonicco, tanto Kavala ci appare caotica. Proseguiamo lungo la nostra strada e all’interno del parco naturale che stiamo percorrendo ci ritroviamo in un luogo molto particolare, la chicca della giornata e della zona . Il monastero di Vatopedi.

    Sono due chiese ortodosse molto belle, al’interno di una laghetto divise da ponti di legno, i frati offrono dolci e bicchieri di frutta secca, ci sono gatti di tutti colori e gabbiani posati sui campanili. Si può entrare liberamente a patto di essere vestiti in maniera decente, e non fumare in entrambe le cappelle colme di affreschi, e opere sacre. Ci fermiamo a comprare una tisana con le erbe , nel negozietto dei monaci, lo facciamo volentieri, siamo stati bene.

    Ripartiamo convinti di poterci fermare in uno dei soliti parcheggi a poco meno di mezzora di strada ed invece google maps , questa ci fa un paio di brutti scherzi. Prima quasi non ci fa finire in un fiume no avvisandoci che il ponticello dove dovevamo passare non c’era più, e dopo facendoci percorrere una strada impossibile , tra una spiaggia e lo scoglio, mancava proprio poco questa volta, per rimanere insabbiati fuori dal mondo.

    Per fortuna la coppia affiatata Ciccio furgoncino, è riuscita ad uscire in retromarcia senza bisogno di chiamare i soccorsi. Anche questa volta è andata. Domani è un altro giorno chissà cosa ci riserverà

  • 19mo e 20mo giorno – Dal monte Olimpo al paradiso è un attimo

    Una giornata e serata impegnativa quella di ieri, tra terme e cena in taberna, questa mattina ci svegliamo un po’ più tardi, il tempo non promette bene , il cielo è grigio e l’umidità entra nelle ossa. Non possiamo però rimanere fermi, un po’ di coraggio e ci rimettiamo in marcia, pochi chilometri per trovare verso nord della Grecia. Un altra bella location e ci fermiamo, oggi ci godiamo il nostro furgoncino, si legge , si gioca a carte, si prepara qualcosa da mangiare. Rispolveriamo il Tajiine la nostra pentola preferita da usare in van, patate cipolle peperoni e zucchini con una salsiccia agli agrumi tipica greca. Ne esce un piatto da leccarsi i baffi. Quasi quasi vi passo la ricetta in uno dei prossimi articoli.

    Un altro giorno il tempo non migliora, ma non possiamo fermarci anche oggi, sennò in turchia ci arriviamo l’anno prossimo. Direzione Salonicco. Percorriamo statali, entriamo in piccoli centri, vediamo distese di olivi, abbiamo imparato negli anni , che se ci sono dei cartelli marroni, di solito indicano qualche attrazione della zona. In Grecia di solito sono ” sassi ” come dice il ciccio, siti archeologici dell’immensa storia greca. Questa volta però capitiamo ai piedi del monte Olimpo, che anche a cinquantanni suonati ci fa canticchiare la sigla del cartone animato “Pollon” , ecco cosa sono serviti anni di lezioni sulla mitologia greca , scherzi a parte ammettetelo l’avete canticchiata anche voi.

    Seguiamo il già citato cartello marrone, e cominciamo a salire, e la pioggia si trasforma in neve, e il paesaggio si trasforma metro dopo metro sempre più in quello della casa di Babbo Natale. forse meglio tornare indietro, non posso immaginarmi Zeus in tunica sfrecciare su uno Snowboard.

    Inversione di marcia e ripartiamo piano piano alla ricerca di una oasi naturalistica che il Ciccio aveva individuato nelle sue infinite ricerche sulle mappe.

    Pochi chilometri un piccolo spiraglio dove spunta un pallido sole, e ci ritroviamo in un piccolo selvaggio paradiso, l’emozione di vedere i fenicotteri rosa , passeggiare lenti nell’acqua insieme a decine di altre specie di uccelli è unica..

    Ci sono un paio di taberne, un ‘istituzione in grecia, poche persone , piccole case con murales affascinati, sembra quasi che ci siano disegnati i componenti delle famiglie che le abitano. Volevamo mangiare in furgone, ma i piatti e il sorriso delle proprietarie del ristorantino sono come il canto delle sirene di Ulisse. Ci tocca anche questo sacrificio, un bicchiere di vino , e la paura passa. Felici e contenti stasera si dorme in paradiso .

  • 17mo e 18mo giorno, il viaggio continua e regala nuove sorprese.

    Giornata bagnata giornata fortunata ? Insomma tutto grigio, e le goccioline sul vetro del portellone del furgone non sono proprio un buon inizio. Nessun problema, ci prepariamo una colazione sana e buonissima, yogurt greco di pecora, miele, arachidi, e banana. Un mix sano di quello che abbiamo comprato al mercato di Kalamata. Ciccio apprezza anche se non è il suo solito panino. Guarda dal finestrino e si rimette sotto il piumone per un altro paio di ore. Ne approfitto per continuare con il mio libro. Il programma di oggi prevede un po’ di strada per arrivare a vedere lo stretto di Corinto. Immagina vista e rivista sui libri di scuola di geografia.

    Il navigatore ci porta davanti ad un paio di edifici, con ristorante e tabacchino annesso con il nome Canale di Corinto, fatiscenti e anche un po’ squallidi, Ci guardiamo perplessi in giro, quattro paroline io gliele avrei dette al navigatore, e troviamo una discesa e li a pochi metri lo spettacolo del canale. Una breccia profonda 80 metri che collega il mar egeo e il mar Ionico. Impressionante davvero, molto di più di quello che potevamo immaginarci. Due foto per il nostro diario di viaggio, e la fame comincia a farsi sentire. Di mangiare allo street food del canale non se ne parla ma a oche centinaia di metri di distanza, proprio vicino al ponte dell’istmo c’è la taberna greca che fa al caso nostro.

    Veranda sul canale, grigliata mista, patatine , tzatziki e salsa gialla e coca cola , prezzo giusto meglio di così.

    Il tempo un po’ si è aggiustato, e noi cerchiamo un posticino tranquillo per parcheggiare, in Grecia fuori stagione è facile ce ne se sono a centinaia e tutti bellissimi . Una spiaggia di sassolini bianchi e mare azzurro, un paio di vicini camperisti e anche stasera è andata.

    Ci si sveglia di nuovo con un tempo uggioso, pcoc male abbiamo studiato un paio di mete dove vedere un po’ di storia. Precorriamo i primi 50 km e ci ritroviamo in una cittadina , Eleusi, caratterizzata da grandi fabbriche, oleodotti gasdotti, non sappiamo bene cosa, ma tutt’altro che bella. In centro si trova un piccolo museo con all’esterno una serie infinita di reperti dell’antica Grecia. La cosa che ci colpisce di più è un murales che esprime la sofferenza delle antiche rovinate incastrare e ricoperte da fumo e ciminiere.

    Un po’ deluso , cerchiamo di raggiungere Tebe, altra piccola cittadina questa volta circondata da boschi, ma caotica e per niente invitante, l’unica cosa che ci colpisce è un panificio che profuma di pane e di buono e ci permette di assaggiare con pochi euro un triangolo di pasta filo con la feta e olio di oliva, la Tiropitakia , ah la felicità.

    I gradi della temperatura che ci indica il computer del furgone continuano a scendere e anche il nostro entusiasmo, cerchiamo uno spot per parcheggiare questa notte e questa volta anche la nostra app ci delude, il parcheggio c’è , ma è su una palude un po’ inquietante, ne individuiamo un altro si riparte, siamo stanchi e stufi, quando sbagliando strada vediamo un po’ di macchine e furgoni parcheggiati in un grande piazzale , e il Ciccio vede del fumo. Andiamo a vedere non può essere peggio della palude se c’è così tanta gente.

    Così abbiamo trovato le famose terme libere di Temopili, note fin dall’antichità. per le sue acque a 40 gradi ricche di proprietà. in trenta secondi siamo in costume, felici e contenti come due bambini.

    La giornata no è ancora finita, siamo stanchi dai tanti chilometri, un’altro parcheggio in riva al mare nel Golfo Maliaco. Un piccolo porticciolo, e una taberna, che come ci sembra di capire in Grecia sono una vera e propria istituzione.

    Arriva anche la musica, entriamo per bere una birra, anzi vogliamo provare il famoso Uzo. . Ci accomodiamo, visti i prezzi buoni quasi quasi ceniamo qui. Ci si avvicina un membro della compagnia che sta festeggiando al tavolo in fondo e ci chiede se siamo italiani, certo e fieri di esserlo, ci invita a festeggiare l’onomastico del cugino insieme a loro. Ma lo sapevate che in Grecia si festeggia più l’onomastico rispetto al compleanno. Morale della favola, ci siamo sentiti subito in famiglia, gli Uzo sono moltiplicati e la cena è diventato un banchetto reale . Tutto buonissimo , in particolare la salsa di pane e aglio, che appena torno a casa vogliamo provare a fare. Balli canti e abbracci e il ricordo di questa giornata rimarrà nei nostri cuori

  • 15mo e 16mo giorno i colori del mare

    Svegliarsi all’alba con il rumore lento del mare, bere una spremuta fresca non ha prezzo . Ma a proposito di prezzo arancio limoni e mandarini, praticamente qui in Grecia te li regalano. La temperatura sale piano piano, ed è piacevole camminare a piedi nudi sul bagnasciuga , talmente piacevole che percorriamo tutta la passeggiata che porta al paese di Nauplia. Il mare ci regala un infinita di colori, che vanno dall’azzurro al verde al blu, il mare è trasparente e le piccole barche bianche da cartoline sembrano sospese nell’aria. Immagini da cartolina, che ci fanno capire che la Grecia non sono solo le isole come Santorini e Mikonos . Me lo ribadisce anche una simpatica insegnante di greco conosciuta in lavanderia, ogni bisogna fare anche il bucato . Per dovere siamo a Nauplia nel Peloponneso. Dopo due giorni da favola grazie anche alle temperature piacevoli , ripartiamo alla volta di Methana e delle terme di Pausania che si trovano su una penisola vulcanica nel golfo di Atene proprio di fronte all’isola di Aegina che fu uno dei nostri primi viaggi. Un po’ di ore di viaggio tante e infinite curve arriviamo finalmente a destinazione, la dritta di questo posto unico l’avevamo da una cara amaica viaggiatrice come noi . Non sembra neanche vero, la piccola vasca per due , affaccia sul mare , l’odore dello zolfo e’ forte, c’è un cartello che ci dà le istruzioni per l’uso, e le finisce con la frase Peace and love

    Terme di Pausania Grecia

    Il resto e’ una mezz’ora da sogno di pura contemplazione di quello che la natura ci regala e la consapevolezza di chi è venuto prima di noi già conosceva.

    Rientriamo al furgone , stanchi e rilassati , un piatto di pasta una partita a carte , quattro chiacchere con i vicini camperisti dalla Germania dell’est.

    Sì la vita è tutta qui

  • 13mo e 14mo giorno sempre in Grecia tra storia e natura

    Siamo ne Peloponneso , e non si può non fare un salto a vedere Olimpia , cuore storico delle Olimpiadi. Ci sono un museo ed un sito da vedere. Giusto per essere sicuri di non perderceli, dormiamo sotto nel parcheggio. Fa freddo mamma che freddo, siamo sotto zero, ma tra il piumone caldo caldo e la nostra stufetta a gas non si sta poi male. Un cappuccino caldo e le fette biscottate con la crema di pistacchi e piano piano la temperatura sale. Siamo pronti ad immergerci nella storia. L’esterno del museo è colmo di statue e reperti dell’epoca, ci avviciniamo al entrata del parco, sperando di sgattaiolare all’interno, siamo gli unici turisti nell’arco di 100 km, ma ci chiedono ne 20 euro a testa, ci sarebbe piaciuto, ma come abbiamo spiegato alla cassiera sono un po’ fuori dal nostro budget. Scattiamo un paio di foto e via verso nuovi siti, pochi chilometri dopo ci imbattiamo in un cartello che indica il teatro di Olimpia, speriamo questo sia gratis, gratis lo è , bello pure anche perchè domina la valle, originale però non lo sappiamo. Poco male a noi piace e tra resto ne spuntano fuori un paio di scatti molto belli.

    Scendiamo alla ricerca del caldo e scoviamo una spiaggia fantastica , con possibilità di pernottare, due ragazzi e due cagnolini italiani come vicini, fa caldo che quasi quasi faccio il bagno, anzi lo faccio per metà, che strana questa giornata, da sotto zero in montagna al bagnetto al mare. A letto presto stasera

    Un’alba così è da incorniciare, un po’ addormentati ripartiamo dobbiamo arrivare al mercato contadino che si svolge a Kalamata e che raccoglie i migliori prodotti alimentari del Mesinia. I mercati sono la nostra passione, olive , olio, frutta e verdura ovunque , poi pesce , carne e chi ne ha più ne metta.

    Ci saremmo comprati un po’ tutto. Alla fine ci portiamo a casa la razza che non abbiamo mai assaggiato, olio di oliva , le mitiche olive di Kalamata, , un mezzo chilo di arance e i pomodori. un paio di giorni siamo a posto, non ci resta che dirigerci verso un’altra spiaggia paradisiaca , e come nei migliori finali. Tramonti da sogno, cena che non è da meno, e tanti sogni e speranze per i prossimi giorni di viaggio.

  • 11mo e 12mo giorno, scopriamo la Grecia a modo nostro

    Dopo una notte bagnata, non dal vino ma da tutta la pioggia che è scesa sopra il nostro furgoncino. Ci asciughiamo e ripartiamo alla ricerca di qualcosa da visitare. Il primo paesino che ci ispira è Prevesa, con un piccolo porto, taberne e negozietti, molto carini. Famigliole greche a passeggio e ragazzi fermi nei locali a sorseggiare tazze giganti di caffè greco. Ci sono anche signori che pescano al porto proprio di fronte al nostro furgoncino. Io improvviso uno spaghettino al pomodoro mentre il Ciccio tira fuori la canna e con la solita esca con il mais prova a mettere insieme la cena. Pranziamo allegramente, ma il pesciolino non ci casca, ” la polenta non ghe piase ” conclude il Ciccio.

    Qualche chilometro ancora e troviamo un fantastico spot per la notte, una laguna nel nulla , che condividiamo con un inglese e la sua canoa. Tramonto e alba mozzafiato, ed un silenzio talmente silenzioso che fa quasi paura.

    Il silenzio è rotto solo dall’arrivo di un gregge di pecore e il suo pastore che fa quattro chiacchere in greco/veneto con il Ciccio. Io non ho capito niente , ma come sempre loro si. Oggi andiamo a visitare Lepanto, teatro della battaglia medioevale, dove c’è un castello ed un porto veneziano. Una passeggiata , foto di rito, e non poteva mancare un assaggio di Souvlaki ( spiedino) con il maialino e patate fritte. Dove andiamo adesso ? Optiamo per attraversare il ponte di Patrasso e scivolare nel Peloponneso, ricco di spiagge , storia e terme. Il primo impatto a dire la verità non ci ha fatto impazzire, colpa forse , del traffico pazzesco di Patrasso, o dell’incuria che vediamo un po’ ovunque. Tanti chilometri, un po’ di delusione, ci spostiamo all’ interno e ci avviciniamo al sito archeologico di Olimpia. Dormiamo nel parcheggio del museo , insieme ad un camper questa volta tedesco. Ma che freddo fa , tocca accendere anche la nostra stufetta. Domani è un altro giorno, confidiamo nel sole e in un giorno migliore. Buona notte sognatori