• Tortelli ricotta e spinaci

    Era da un po’ che non scrivevo una ricetta sul nostro blog.

    Il Tortellino e la sua Leggenda

    Questa è una delle ricette che riscuote più successo con i miei ospiti. È un piatto semplice ma di grande effetto, che necessita di pochi ingredienti e di un po’ di manualità. Prima di cimentarci con le “mani in pasta”, vi voglio raccontare la leggenda della nascita del tortellino e della sua forma particolare. Quale parte del corpo vi ricorda?

    Narra la leggenda che l’origine della sua forma circolare risalga a un’osteria di Castelfranco, dove un giorno Marte e Venere si fermarono per ristorarsi. Dopo aver mangiato e bevuto, i due si ritirarono nelle loro stanze. L’oste, curioso e forse anche un po’ innamorato, sbirciò dal buco della serratura e rimase così incantato dalla bellezza dell’ombelico di Venere che, il mattino seguente, decise di riprodurlo con la pasta.

    The Tortellino and its Legend

    This is one of the most successful recipes with my guests. It is a simple yet impressive dish that requires only a few ingredients and a bit of manual skill. Before we get our “hands in the dough,” I want to tell you the legend behind the birth of the tortellino and its unique shape. What part of the body does it remind you of?

    Legend has it that its distinctive circular shape originated in a tavern in Castelfranco, where Mars and Venus once stopped for some refreshment. After eating and drinking, they retired to their room. The innkeeper, curious and perhaps a bit infatuated, peeked through the keyhole. He was so enchanted by the beauty of Venus’s navel that the following morning, he decided to recreate it using pasta dough.

    Ingredienti per 4 persone

    • 300 g di farina 00
    • 3 uova medie
    • 1 pizzico di sale

    Per il ripieno

    • 300 g di spinaci freschi
    • 125 g di ricotta fresca
    • 3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
    • Sale, pepe e noce moscata q.b.

    Ingredients for 4 people

    • 300g “00” flour (all-purpose flour)
    • 3 medium eggs
    • 1 pinch of salt

    For the filling

    • 300g fresh spinach
    • 125g fresh ricotta
    • 3 tablespoons grated Parmigiano Reggiano
    • Salt, pepper, and nutmeg to taste

    Procedimento (Italiano)

    1. Preparazione della sfoglia In una ciotola, versa la farina, rompi le uova al centro e aggiungi il sale. Inizia a mescolare con una forchetta finché gli ingredienti non si saranno aggregati. A questo punto, trasferisci il composto sulla spianatoia e lavoralo con le mani per circa 10 minuti fino a ottenere un panetto liscio ed elastico. Avvolgilo nella pellicola e lascialo riposare per 30 minuti a temperatura ambiente.

    2. Preparazione del ripieno Lava gli spinaci e falli appassire in padella. Una volta cotti, strizzali accuratamente per eliminare tutta l’acqua e sminuzzali finemente. In un contenitore, unisci gli spinaci alla ricotta, aggiungi il parmigiano, il sale, il pepe e la noce moscata. Mescola bene fino a ottenere un composto omogeneo.

    3. Creazione dei tortelli Stendi la sfoglia sottile. Utilizza un coppapasta rotondo per ricavare dei dischi di pasta. Disponi una piccola quantità di ripieno al centro di ogni disco, quindi ripiega la pasta su se stessa e sigilla con cura i bordi per chiudere il tortello (assicurandoti che non rimanga aria all’interno).

    4. Cottura Cuoci in abbondante acqua salata per 6 minuti.


    Instructions (English)

    1. Making the dough In a bowl, pour the flour, crack the eggs into the center, and add the salt. Start mixing with a fork until the ingredients come together. Then, transfer the mixture onto a wooden board and knead by hand for about 10 minutes until smooth and elastic. Wrap in plastic wrap and let it rest for 30 minutes at room temperature.

    2. Making the filling Wash the spinach and sauté until wilted. Once cooked, squeeze them thoroughly to remove all excess water and chop them finely. In a bowl, combine the spinach with the ricotta, add the parmesan, salt, pepper, and nutmeg. Mix well until smooth.

    3. Assembling the tortelli Roll out the dough into thin sheets. Use a round pasta cutter to cut out discs of dough. Place a small amount of filling in the center of each disc, then fold the dough over and seal the edges carefully to close the tortello (making sure to remove any air from the inside).

    4. Cooking Cook in plenty of boiling salted water for 6 minutes.

  • Ne abbiamo scritto un altro

    “Go…Go…Go”

    DIARIO DI VIAGGIO

    60 giorni, 8 stati, 9000 km un van di 35 anni e noi

    Non ci credevamo nemmeno noi, ma in poco più di due mesi il nostro secondo libro è praticamente pronto. Il racconto, il diario di questo nostro ultimo viaggio.

    Un libro che racconta le nostre emozioni, le strade, i paesi, i sapori degli otto stati che abbiamo attraversato. Il racconto del nostro viaggio tra momenti epici episodi divertenti e a volte anche poco simpatici. Ma è la vita vera che due over 50 hanno vissuto a bordo di un over 35 in 60 giorni lungo il percorso che dall’Italia ci ha portato fino in Turchia e ritorno passando dai Balcani. Un viaggio low cost, fuori stagione alla portata di tutti quelli come noi che sono un po’ matti.

    Il libro sarà disponibile fra poche ore in formato Kindle e fra pochi giorni in formato cartaceo su Amazon

    Non è perfetto sicuramente, ma fa parte della verità che vogliamo raccontare. Poco patinata ma più rustica e anche un po’ comica. come questo blog a cui siamo molto legati da ben 9 anni . Siete pronti per leggerlo ? in attesa del link , se non avete ancora letto il primo, ecco qui il link

    https://amzn.eu/d/07mpzWgE

    a prestissimo con altre news

  • Ultimi 5 giorni di questo fantastico viaggio

    Sveglia con vista sul golfo di Trieste , peccato per la nebbia , questa mattina abbiamo una meta, le antiche terme di Grado.

    Acqua marina a 32 gradi in una bella piscina con vista sulla spiaggia.

    La nebbia non molla , quindi niente vista, ma tanto relax, con tanto di idromassaggio . Quattro chiacchiere con signore e signori attempati che frequentano questa piscina .

    Risultato, belli puliti e rilassati ripartiamo per la Brussa, un oasi naturale vicino a Caorle che frequentiamo da qualche anno, quando abbiamo voglia di evadere.

    Ci ha raggiunto anche il nostro amico Marco con il suo van e insieme abbiamo trascorso ore serene , tra passeggiate in riva al mare, pranzi e cene e tanti racconti di viaggio.

    Ci sentiamo fuori dal mondo, ma dal mondo arrivano notizie terribili sull’inizio di questa sanguinosa guerra, il mondo non si ferma purtroppo.

    Abbiamo poca voglia di tornare a casa, e quindi salutiamo il nostro amico Marco e invece di puntare a nord scendiamo a sud, in un altra spiaggia libera e naturale sotto Chioggia .

    Boccasette di cui avevamo sentito parlare più di una volta, non prima di essere passati al consorzio della cozza di Scardovari a comprare due kg di cozze.

    Strade stradine e individuiamo il parcheggio, ci sono altri 2 Van , dalla targa italiani , e riconosciamo immediatamente degli amici già conosciuti in altri raduni. Baci abbracci, brindisi. E tanta voglia di raccontarsi.

    Si condividono le cozze che ho provato a cucinare alla turca, spezzatino, verdure . Un bel mondo che ci piace , circondati da una natura , prorompente come è quella del delta del Po .

    Ripartiamo ma ancora nessuna voglia di tornare a casa , e ci concediamo una cena a Chioggia.

    Spaghetto riccio e bottarga per me e linguine seppia e nero per il Ciccio…

    La giusta conclusione a 60 giorni pieni di vita , paesaggi sapori emozioni e tante persone meravigliose

  • Giorno 53-54 lasciamo la Croazia e scopriamo la bella Trieste

    In programma avevamo la visita dell’Istria, con la sua storia il suo mare e il suo cibo. Partiamo da Pola e la sua Arena romana. Arriviamo con facilita e con altrettanta troviamo un parcheggio che sembra non a pagamento . Partiamo telefono alla mano, bello vedere questo monumento con lo sfondo del mare.

    Ci ferma un signore appassionato di storia, che si dichiara veneziano e non croato, che ci dice quanto gli dispiace di come questo pezzo di storia sia stato deturpato ( da tutti quelli che hanno a casa almeno un sasso) e non riconosciuto patrimonio unesco. Lo ascoltiamo e apprendiamo piccole notizie, un po’ di foto , decidiamo di non entrare , un po’ perché si vede tutto da fuori, un po’ per il costo del biglietto, facciamo un po’ di foto, il tutto dura circa 15 minuti, e al ritorno ci troviamo un bel regalo 30 euro di multa , senza se e senza ma, solo un quercode che se paghi subito ne paghi solo 15 . Paghiamo e decidiamo all’unanimità , compresa la nostra gallina di peluche di lasciare questa terra, che a quanto pare non ama i viaggiatori.

    Diritti come un fuso , si va a Trieste . Un bel parcheggio a Moggia , da dove possiamo vedere tutta Trieste , splende il sole , e facciamo quattro chiacchere con una coppia che ci dà un po’ di dritte per la nostra visita di domani.

    Sveglia presto , lavanderia che lava bene e non asciuga niente , e quindi almeno tre ore di stop in una latro parcheggio con il furgo e gli alberi a fare da stendino. Quando il sole ha fatto il suo dovere andiamo a visitare la Risera di san Sabba , unico lager italiano che ha avuto il forno crematorio, ora trasformato in un opera d’arte in ferro, i muri , le croci, le piccole celle, le testimonianze e che scorrono su piccoli schermi, sono colpi al cuore, sono voci che non smettono di parlare e che ci insegnano a non ripeter errori fatali, ci insegnano e basta.

    Il sole splende ancora e andiamo a fare una passeggiata in centro , ricco di palazzi eleganti , è una piazza, che ce ne sono poche altre al mondo, tutto ci appare molto elegante , e ci piace ascoltare le persone parlare in tante lingue diverse, qui un partitivo a base di prosciutto crudo e una buona bollicina ci sta come il cacio sui maccheroni. Ultima tappa la vista al castello di Miramare, sono romantica in primis e poi ho scoperto che è stato il luogo in cui i miei genitori hanno passato il loro primo week end d’amore .

    Il castello è l’immenso parco sono avvolti da una nebbia fitta , ma sono ugualmente affascinanti , i giardini , le serre , le scuderie , tutto guarda il mare e tutto è curato nei minimi dettagli .

    Alle 18.30 il parco chiude e un po’ di corsa ma riusciamo a vedere quasi tutto, la nebbia è sempre più fitta , decidiamo quindi di salire in alto , verso il santuario del monte Grisa , che triestini chiamano il formaggino perché da lontano ha proprio la forma di un formaggino .

    Ci hanno detto in quella zona ci sono delle trattorie che propongono la vera cucina della zona a prezzi accessibili .

    La nebbia si è diradata , trovato un parcheggio per la notte , in un paese che il nome e’ tutto un programma , Prosecco.

    Proprio vicino guarda caso c’è la trattoria sociale , cucina balcanica , che vi regala una cena che sarà difficile da dimenticare , gnocchi col goulah per Ciccio , gnocchi con le pere e ricotta per me, un rotolo ripieno di prosciutto e formaggio alla griglia dal nome impronunciabile ma dal sapore inimitabile , strudel , il tutto accompagnato da una malvasia della zona .

    Si può proprio andare a dormire felici e contenti

  • Giorno 50-51-52 cerchiamo un po’ di Croazia che ci assomigli

    Questa volta riunisco tre giorni in un unico capitolo, tre giorni molto belli ma alo stesso tempo colto faticosi. La Croazia ha un mare pazzesco, una natura altrettanto bella ,nessuno lo nega., anzi. Ma è un paese difficile per chi vive la vacanza o il viaggio come noi, innanzitutto per i costi, supermercati compresi, con prezzi in linea con quelli italiani se non più cari, ristoranti, taverne, bar con prezzi a di sopra della media italiana. Come altri paesi europei e non Grecia e turchia comprese , il campeggio in libera è vietato, ma negli altri paesi, in bassa stagione , più bassa di gennaio e febbraio non saprei quando, è tollerate e le persone sono accoglienti, qui nella maggior parte dei casi , sono gli stessi residenti che non ti vogliono. Capisco grandi camper di sette metri, ma noi occupiamo lo spazio di una macchina. Altra piccola considerazione , negli altri paesi , anche se siamo in bassissima stagione , qualcosa di aperto c’è , taverne , bar, mercati etc, qui niente .

    Basta lamentarsi , qualcosa di buono lo abbiamo trovato , tra mille curve e mille divieti e ricerche su mille siti ed app. Quando qualcosa lo merita va citato.

    Bellissimo il parco di Krka, con le imponenti cascate , e il percorso sulla passerella di legno attraverso, cascate ruscelli, la vecchia centrale idroelettrica e gli antichi mulini, il prezzo di sette euro si è altamente ripagato. Bellissima la spiaggia di Spalato, una calma irreale, acque limpidissime, pescatori e persone che passeggiano, peccato che abbiamo dovuto spostarci su consiglio di una gentile ragazza che dice che di notte passa la polizia e manda via chiunque si fermi.

    Molto bello il centro storico, la citta antica Stari Grad di Zara, una bella passeggiata nelle vie caratteristiche, tra antiche rovine , i caffè e piccoli ristorantini, ci siamo fermati a bere un caffè e piano piano siamo ripartiti.

    Tanta strada lungo a costa, montagne a strapiombo ne mare , acqua di un color smeraldo indimenticabile, non so come infiliamo una stradina che scende , discesa del 10% e finiamo in un piccolo centro, venti case una chiesa e un porto, tre signori in terrazza , il Ciccio chiede se possiamo dormire li in inglese ” sleep here ? tomorow presto go go ” si capiscono. I signori sorridono e ci ospitano a casa loro. Un risotto ai funghi cucinato nella tajine un tramonto , tra le rocce , un rosso intenso , un paesaggio extraterrestre.

    Il mattino dopo ore sette suonano le campane . Ci svegliamo vediamo l’alba e la signora della terrazza ci offre il caffè.

    Si diceva Sogno o son desto ? Un bel risveglio. La vacanza è agli sgoccioli, abbiamo ancora un paio di cose da vedere, una delle quali è di ritornare nell’isola di KRK dove abbiamo fatto la nostra mini vacanza on the road sulla vecchia Zafira a metano nel lontano 2014. Cerchiamo il mitico Signor Bacic che in quell’occasione ci salvò da una notte all’addiaccio e senza cibo, trovandoci una camera per dormire e una cena a base di pesce difficile da dimenticare.

    Con un po’ di fatica troviamo quella casa, suoniamo emozionati, ci apre la moglie che ci guarda anche questa stavolta stupiti, chiama la figlia al telefono che parla italiano, che ci dice che il suo papà è mancato 3 anni fa, e che ci ringrazia per essersi ricordato di lui. una lacrima scende e il viaggio riparte, di nuovo alla ricerca di qualcosa , di qualcuno che ci faccia innamorare un po’ di più di questo paese.

    Ore di ricerca , per poi scovare una Konoba, taverna croata tipica, calamari alla griglia per Ciccio fritti per me, verdura cotta alla dalmaziana, un buon bicchiere di vino e a pancia piena tutto è più bello.

    Domani andremo alla scoperta dell’istria chissà cosa ci riserverà

  • Una storia da raccontare – operazione di polizia in lavanderia

    Ma cosa c’entra la mia amata gallina di peluche in copertina ?

    Partiamo dall’inizio, ieri mattina siamo come ogni settimana da quando siamo partiti in una lavanderia gettoni a fare il bucato , lavatrice e asciugatrice . Tra una e l’altra abbiamo circa un ora di tempo.

    Beh ci prepariamo un buon caffè e ne approfittiamo per rivedere il percorso per la prossima tappa. Chiudiamo il portellone e attendiamo. Dal portellone , ci divertiamo a guardare la gente che passa , che guarda , che guarda la targa, questa volta però , si avvicina un uomo giovane alto e rimane lì fermo per un paio di minuti , fissa il portellone , noi lo guardiamo e cerchiamo di capire , poi prende in mano il telefono , e comincia a scattare foto , noi ancora in silenzio guardiamo senza dire una parola, non capiamo cosa stia facendo , ma sembra stia fotografando proprio la mia amata gallina sul cruscotto. Ma no e’ impossibile , cosa vuole questo da noi , il Ciccio prende l’iniziativa e apre il portellone con fare deciso , il tizio si spaventa , non si aspettava che ci fosse qualcuno dentro . Ma poi quando tira fuori il tesserino della polizia ci spaventiamo noi, anche se noi stiamo facendo solo la lavatrice. Il Ciccio chiede se ci sono problemi , e lui ci dice che stanno inseguendo un pazzo nascosto in un garage che ha sfasciato, una macchina e il vetro di un camion ed è in evidente stato di alterazione , sono in quattro che sono pronti ad arrestarlo . Lui ci chiede se può rimanere appostato lì , il Ciccio basta che non spariate al furgo 😄. Io intanto vado avanti indietro dalla pandemia con mutande magliette e calzini . Che situazione assurda, arriva un Mercedes di un collega , lui ci saluta e ripartono con sgommata di routine . Noi ci guardiamo appena ripartito e scoppiamo in una risata liberatoria e ripartiamo verso nuove avventure insieme alla nostra gallina .

  • Giorno 48 e 49 Croazia scappiamo o rimaniamo ?

    Salutiamo a malincuore il Montenegro , dogana abbastanza veloce, nonostante le facce non troppo simpatiche dei doganieri. Ed eccoci in Croazia , il tempo ancora non ci sorride e non abbiamo una meta precisa , ci sarebbe da vedere Ragusa la nuova Dubrovnik, qualche chilometro e dovremmo esserci. La vista dall’alto da wow, il castello il mare spettacolo a cielo aperto il set di un film, io fremo non vedo l’ora di immergermi in quest’atmosfera. Trovare parcheggio sembra però un impresa impossibile , non c’è posto da nessuna parte , ci guardiamo e decidiamo di andare in un parcheggio a pagamento , investiamo questi dieci quindici euro , il primo che troviamo indica prezzo mimico 30 euro all’ora e 100 euro al giorno, ma forse è un altra valuta , facciamo retro marcia e chiediamo al ragazzo se i prezzi sono giusti o abbiamo letto male, lui si gira conferma e ci guarda un po’ schifato . Parecchio delusi risaliamo e ne cerchiamo un altro più abbordabile , niente da fare, una missione impossibile e tra resto , quando tentiamo di girarci, nel parcheggio di un meccanico , il signore ci manda via a malo modo e ci fa pure il segno delle manette. In anni di giri con il furgo non ci hanno mai tratti così male, e la bella Dubrovnik per noi rimarrà per sempre solo una ella vista dall’alto.

    Il Ciccio e’ nervoso, lui che amato la Croazia in barca a vela vuole lasciarla subito, e prendiamo la strada verso la Bosnia , facciamo dogana , io felice di aver un nuovo timbro sul passaporto e pensiamo a cosa andare a visitare aiutati dalle mille info della nostra cara amica Giulia , poi forse il nervoso forse la confusione , forse il destino sbagliamo un uscita e ci ritroviamo dopo 15 minuti di nuovo ad in dogana tra Bosnia e Croatia , non abbiamo capito come , ci viene da ridere e rientriamo. Per fortuna la nostra amica Daniela ci manda una dritta su una coltivazione di ostriche nei paraggi , e ci dirigiamo lì. Ristoranti aperti neanche uno , ma troviamo un gruppo di pescatori di ostriche e cozze e con 15 euro , mezz’ora di parcheggio a Dubrovnik ne abbiamo un sacchetto pieno .

    Ferma il furgone , il Ciccio con mani sapienti le apre e il morale e’ di nuovo alto . Comincia a fare tardi e non abbiamo idea di dove andare a dormire , qui la scritta vietato ai camperisti campeggia ovunque .

    Individuiamo un piccolo paesino , in questa stagione disabitato , non c’è proprio nessuno noi e il povero commesso pakistano di un mini market.

    Passeggiata piccola spesa e ci fermiamo per la notte.

    La mattina parte alla grande con il Ciccio pescatore , che ha imparato a pescare con pane come esca e sasso come piombo. Non si sa come , ma una bella orata da un kilo e’ sua . Ogni pesce perde dieci anni, e gli passano anche i dolorino dell’età . Ragazzi oggi solo relax , orata patate , un buon bicchiere di vino uno splendido tramonto e domani chissà che ci regalerà questa Croazia . Dimenticavo il colore del mare e’ bellissimo

  • Giorno 46-47 il Montenegro piccolo gioiello

    Non c’è proprio un sole che spacca le pietre , ma almeno non piove , e la temperatura è gradevole . Apriamo il furgo proviamo a fare un minimo di pulizia , colazione the e biscotti e ci dirigiamo subito nella rocca , la città vecchia di Ulcinj. Ci colpisce immediatamente il piccolo museo che si trova subito dopo la porta principale, dovete sapere che in Montenegro ogni piccola città ha il suo museo che racconta un po’ la storia del paese, dalle origini, passando per le guerre etc etc . Ed il costo si aggira intorno ai 3 euro. Il museo è chiuso non sappiamo se perché è presto , sono le otto di mattina o perché fuori stagione, ma c’è solo una catenella , scavalchiamo e facciamo un paio di foto poi su e giù per le viuzze , tutto in miniatura .

    Il sole comincia a fare capolinea , e si riparte direzione Bar, non pensate male non andiamo al bar , ma c’è una cittadina che si chiama Bar , e la vecchia città di bar , e’ una vera chicca , piccoli localini , tutti colorati , buon cibo e in cima il castello . L’atmosfera è rilassata , colorata simpatica . Dovete sapere che il mio bisnonno sembra fosse montenegrino, ed io cerco nei visi delle persone tutte le somiglianze con mia zia e mio figlio Simone che dicono avere tratti montenegrini. Non possiamo non fermarci in in localino , tutto colorato , e semplice ordiniamo prima un caffè turco, poi in ordine una zuppetta di pesce, buona ma buona , un vino che fanno in casa , semplice ma buono, i sarma foglie di vite ripiene di riso. Il tutto per poco più di venti euro , che meraviglia di mattinata. Riaccendiamo la verso la costa , troviamo una spiaggietta su suggerimento della ragazza del tabacchino , qui le persone sono accoglienti sorridenti e simpatiche .

    Un piccolo locale , una birra una pizza con il cuore e la temibile ( c’è scritto su Internet ) grappa del Montenegro ) anche qui con 20 euro ce la caviamo, posto per dormire Wi-Fi gratuito.

    Siamo in paradiso

    Una passeggiata ancora ad esplorare , accompagnati da un gatto rosso.

    Ci svegliamo in paradiso , peccato che piove di nuovo ed è ‘ tutto allagato, andiamo a bere un caffè dal ragazzo gentile , e ci ritroviamo a chiccherare con un signor Leone che parla tre lingue ed ha una cultura infinita , e prima di partire grappino montenegrino offerto.

    Le strade sono allagate e noi però decidiamo di andare a visitare Kotor, una posto diverso da tutto quello visti fino ad ora , le montagne calano a picco nel mare, abbiamo la sensazione di trovarci in un fiordo norvegese.

    C’è una fortezza che parte dal mare fino in cima alla montagna ed un piccolo borgo all’interno , tutto è una coccola a parte il vento e la pioggia che mettono a dura prova i viaggiatori come noi è un pullman di giapponesi .

    Si sta allagando tutto, meglio scappare , ce lo dice anche il ragazzo del parcheggio che non ci fa pagare niente e dice solo Go Go .

    Usciamo dal fiordo appena in tempo , e siamo quasi in Croazia , non abbiamo voglia però di lasciare questo stato che ci ha conquistato , e troviamo un parcheggio vicino ad uno yacht club.

    Giornate splendida che dire

  • Giorno 44-45 Tirana una città giovane per i giovani, primi

    Questa mattina piove , poco male ripartiamo per andare a Tirana, incuriositi da questa nuova giovane capitale che attrae tanti turisti. Come ci capita in questo viaggio, invece di pagare tantissimo i parcheggi e poi ritrovarci a dormire chissà dove , e diventare matti nel traffico , troviamo un piccolo alberghetto a costi contenuti , con parcheggio e colazione e ci godiamo a piedi il centro città . Questa volta con 23 euro problema risolto , furgone al sicuro , camera semplice ma pulita , ci facciamo una bella doccia , che dopo giorni in libera e’ un lusso e via alla scoperta della città . Siamo a circa un chilometro dal centro , piove , ma armati di ombrello si parte. Tanti palazzi nuovi , vie trafficate , macchinoni nuovi , tanti turisti giovani e tantissimi italiani, poi tra ristoranti che fanno pizza , bar che fanno caffè , se non sapessimo di essere in Albania…

    Arriviamo nella grandissima piazza di Tirana , addobbata per la festa di San Valentino , ci sono cuori ovunque , e la scritta ti amo in tutte le lingue del mondo,

    Una grande moschea, una grande chiesa , il teatro dell’opera e grattacieli da fare invidia a Dubai, quello che ci colpisce di più è il grattacielo che ha la forma di un viso , 85 metri di altezza e la faccia dell’eroe nazionale albanese Scanderberg . Una vera opera d’arte. Nel complesso tutto molto bello da vedere, manca qualcosa , manca la storia , mancano i profumi dei cibi tradizionali a parte alcuni che grigliano di tutto come se non ci fosse un domani , ecco e Ciccio da maschio alfa che alla griglia non resiste , si fionda dentro e dopo dieci minuti ci troviamo davanti 1 kg di carne e un litro di birra , che digerirò l’anno prossimo forse. Prezzo ragionevole e via di nuovo sotto l’acqua , un altro palazzo , di recente costruzione ci incuriosisce sembra una piramide , ricoperta di scale e si può salire fino in cima. Perfetto per digerire il mattone, ma per distruggermi le articolazioni, detto io che Tirana è una città per giovani . Il panorama però è stupendo, dopo questo tutti a nanna , domani si riparte direzione Montenegro.

    Sveglia presto caffè e brioches confezionata , e continua a piovere , avanti che si fa strada. Dogana del Montenegro , tutta viola, forze dell’ordine che ci danno il benvenuto. A dire la verità , oltre ad un mio bisnonno che forse era montenegrino e il parere più che negativo di due camperisti francesi incontrati in Turchia ne sappiamo poco.

    Primo impatto però a noi piace molto , tutto molto ordinato, casette piccole ordinate , sembra una piccola Svizzera . Puntiamo al primo paese in Costa , Ulcinj una rocca bellissima su un bel golfo e una pineta con parcheggio vista mare , unico neo piove come nel diluvio universale , non ci resta che giocare a carte, a dama e mangiare un classico spaghettino al pomodoro e fare la danza del sole

  • Giorno 42 e 43 nuovo paese nuovo amici

    L’alba di questa mattina porta anche un po’ di piste , io ne approfitto per andare in esplorazione , il Ciccio dopo cappuccino e fetta di pane con la marmellata , e già pronto con la canna da pesca , per fare il bis di ieri sera, la vista dal castello costruito nei primi del 700 e dalla forma particolare a triangolo, peccato sia ancora chiuso . La visita per 3 euro la facevo volentieri.

    Rientro al base a vedere se il nostro Sanpei ha pescato qualcos’altro e mi metto a cucinare . Patate aglio olio e la nuova spezia turca , il tutto cotto nel magico tajine , e gli ultimi 10 minuti aggiungo il sarago ,

    Ricomincia a piovere, che novità , mai visto tanta acqua come quest’anno . Ne approfittiamo per fare un po’ di strada , ed arrivare a Orikum una cittadina della provincia di valona , con un mare sempre molto bello , ma con un lago che un po’ come il nostro lago di Resia contiene un intero paese sommerso .

    Abbiamo individuato il nostro sito per la notte , tra una base militare e una taverna , più al sicuro di così.

    Come di abitudine , andiamo a chiedere al locale se possiamo dormire lì e di solito ordiniamo un caffè o una biretta .

    Al tavolo affianco ci sono tre ragazzi più o meno della nostra età, albanesi che hanno vissuto parecchio tempo in Italia , parlano in veneto , e penso, ecco siamo apposto , con un filo di terrore che percorre la schiena , ricordando la serata in Turchia e anche quelle in Grecia. Quattro chiacchere e mezzo litro di vino bianco , anzi anche due o forse tre, loro sono pescatori, e ci invitano a pranzo per il giorno dopo a base di pesce e noi gli promettiamo le tagliatelle fatte a mano. La serata finisce con mille chiamate a parenti e amici , abbiamo il Wi-Fi del bar gratis.

    Martina dopo un po’ rimbambiti , andiamo a recuperare uova e farina, pomodori e il furgone diventa un pastificio, c’è farina ovunque . Ore 13.00 siamo pronti , e infarinati come due panettieri

    E se non vengono ? Invece eccoli pronti ci bussano al furgone e ci troviamo una tavola colma di frutti di mare appena pescati , assaggiamo anche delle strane ostriche che hanno

    Il sapore della capasanta , e il Ciccio trova anche una mini perla . Un pranzo unico fatto, abbiamo condiviso quello che ognuno di noi sa fare meglio, meglio di così.

    Un po’ di foto tante risate e la promessa di rivederci, la sera scende e ricomincia a piovere , puliamo il furgone e buona notte.

  • Giorno 40-41 i primi passi in Albania

    Mattina presto volevamo fare un giro nel paesino che ci ha ospitato , ma alla fine la fretta è la curiosità di arrivare in Albania sono troppe . Impostiamo il navigatore e tra salite curve e montagne arriviamo alla dogana tra Grecia ed Albania , una dogana tranquilla che più tranquilla non si può , controlli praticamente zero, fila nessuna ci siamo praticamente solo noi , meglio così si riparte direzione Sarande , dove abbiamo prenotato una stanza in Hotel , a soli 13.50 , con parcheggio, e dove sembra ci siano le più belle spiagge dell’Albania .

    Curve ma quante curve e ci siamo , si chiama casa mia , Elvis il proprietario parla un italiano perfetto, la stanza semplice ma non manca niente. Ci fanno anche la lavatrice , peccato non ci sia l’asciugatrice , , qui piove da novembre e l’umidità si respira .

    Non si asciugherà mai niente !! Stendiamo , i panni , la fame ci assale , andiamo a fare un giretto. Il mare è stupendo peccato che ci abbiamo costruito intorno di tutto, alberghi, ristoranti di tutti i tipi, facciamo fatica a capire dove siamo di albanese c’è proprio poco. E intanto piove , alla fine la fame prevale ed entriamo in una pizzeria . Ma lo sapete che in albanese pizza si dice pica ? Ordiniamo una pica margherita per me e una paella per il Ciccio . Tutto eccellente , ottimi ingredienti , proprietario e cuoco che naturalmente parla italiano e’ una persona squisita come i suoi piatti, e fuori continua a piovere . Si torna in hotel , a riposare guardando un film .

    Colazione in furgone , e come era prevedibile i nostri panni non sono ancora asciutti , quindi riempiamo il nostro furgone di fili e lo trasformiamo in un grande stendino

    Vicino al nostro Hotel c’è una delle spiagge più iconiche dell’Albania , tra un cantiere e una buca andiamo a vederla , la spiaggia c’è ma c’è talmente tanto cemento intorno che la bellezza è completamente coperta . Delusione.

    Proviamo a risalire in montagna , dove c’e il Blue eyes , una sorgente di acqua freddissima e di un colore blu intenso, come il nome ci indica ha la forma di occhio. Una passeggiata di un paio di chilometri, nella natura , tra ruscelli e sorgenti che ci colpiscono. Siamo noi e un altra coppia di ragazzi indiani. ci godiamo questo luogo magico.

    . Direzione porto Palermo. C’è un bel castello è una spiaggetta molto carina, il mare è bellissimo, ci sono anche altri due camper, era da un po’ che non avevamo dei vicini.

    Che pace, io mi metto a preparare la cena, e il Ciccio fa l’ennesimo tentativo con la canna da pesca , forte dei consigli ricevuti dai pescatori turchi, prepara la canna.

    Comincia a scendere a sera, tutto tranquillo , il Ciccio arriva di corsa con un pesce attaccato alla canna, esplode la gioia più vera , quella che ci fa esultare come se fossimo diventati campioni del mondo. Quando poi capiamo che ha pescato un sarago , non ci possiamo quasi credere.

    Abbiamo gia cenato ma lo puliamo ed è pronto per il pranzo di domani. Che giornata piena di emozioni oggi, l’Albania ci sta conquistando un po’ alla volta.

  • Giorno 39-40 ultimo giorno in Grecia e si entra in Albania

    Una giornata così , proprio non ce l’aspettavamo , ci siamo svegliati non avendo nessuna idea sul percorso da fare , seguiamo un po’ la strada che ci conduce all’Albania , ma niente idee chiare . Il Ciccio guida tra le statali greche e io scorro qua e là i social, vedo una richiesta di messaggio , apro e c’è la foto del retro del nostro furgone , vi abbiamo sorpassato e il nome pikaciccio ci ha incuriositi, morale due o tre messaggi e decidiamo di bere un caffè . Sono una bellissima coppia con un bambino lui è un cuoco greco , lei una bella ragazza rumena che per un periodo ha vissuto in Italia , ci prendiamo un caffè greco facciamo quattro chiacchiere un abbraccio e ci danno una dritta su un posto speciale in Grecia da visitare che pochi conoscono .

    Ci rimettiamo in marcia felici di avere una destinazione e di aver conosciuto persone che ci hanno capito , e vi assicuro che non è proprio semplice. Il loro motto sulla pagina di istangram è :Cosa è la vita, vivila giorno per giorno , posto per posto gatti cani e mixa tutto insieme .

    Lungo la strada , come facciamo sempre guardiamo i cartelli marroni , che indicano un punto di interesse e questa volta finiamo in un parco con delle cascate enormi , in grotta è un mulino , Ciccio ama le cascate ed è felice come un bambino . Se passate da Edessas e’ una meta da non perdere , gratuite le cascate si paga solo la Grotta.

    Pranzo veloce in furgone e percorriamo la strada verso Kastoria, siamo praticamente in mezzo alle montagne , ci sono cartelli che ci dicono di fare attenzione a lupi e orsi , la neve lungo la carreggiata , saliamo sempre più in alto , se il furgone potesse parlare… meglio di no . Noi ci fidiamo sempre chissà dove ci hanno mandato. Comincia poi la discesa , e si apre una vista meravigliosa , un lago, con al centro un isola, nel paese di Kastoria , passeggiano tranquillamente le oche , e i negozi vendono i colli di pelliccia , a noi viene il dubbio che sia di castoro, non abbiamo indagato . All’interno dell’isola un piccolo monastero , monaci simpatici ci lasciano dormire nel parcheggio e ricaricare il furgo di acqua , tra resto ottima anche da bere , magari un anche un po’ santa . Entriamo nella cappella accendiamo una candela , pensando ad un ragazzo come noi, un sognatore camperista che oggi improvvisamente e’ venuto a mancare . Non lo conoscevamo di persona, ma i video suoi e della sua compagnia ci hanno spinto a fare questo viaggio. Ciao Mauri continua a viaggiare nei nostri cuori e fermati nel cuore di Marina.

    Ci addormentiamo sereni in questo luogo magico. Grazie Grecia , bella in ogni tuo angolo .

    La mattina seguente è solo strada , verso l’Albania , passiamo una dogana piccola, dove non c’è praticamente nessuno, pratiche fatte in trenta secondi , nessuna bandiera , ma mai successo . Dopo tanta salita un po’ di discesa , verso la nostra metà Sarande , sappiamo che c’è un bel mare , m soprattutto abbiamo trovato una stanza di Hotel a 13 euro , così riusciamo a farci una bella doccia e una lavatrice , ogni tanto servono. Una pizza una paella per cena, il paese offre locali di tutti i tipi tranne la cucina albanese, e subito in camera , sfruttiamo anche il Wi-Fi per mettere insieme un paio di foto e scrivere qualcosa . Da domani si scopre l’Albania , chissà …