In programma avevamo la visita dell’Istria, con la sua storia il suo mare e il suo cibo. Partiamo da Pola e la sua Arena romana. Arriviamo con facilita e con altrettanta troviamo un parcheggio che sembra non a pagamento . Partiamo telefono alla mano, bello vedere questo monumento con lo sfondo del mare.

Ci ferma un signore appassionato di storia, che si dichiara veneziano e non croato, che ci dice quanto gli dispiace di come questo pezzo di storia sia stato deturpato ( da tutti quelli che hanno a casa almeno un sasso) e non riconosciuto patrimonio unesco. Lo ascoltiamo e apprendiamo piccole notizie, un po’ di foto , decidiamo di non entrare , un po’ perché si vede tutto da fuori, un po’ per il costo del biglietto, facciamo un po’ di foto, il tutto dura circa 15 minuti, e al ritorno ci troviamo un bel regalo 30 euro di multa , senza se e senza ma, solo un quercode che se paghi subito ne paghi solo 15 . Paghiamo e decidiamo all’unanimità , compresa la nostra gallina di peluche di lasciare questa terra, che a quanto pare non ama i viaggiatori.
Diritti come un fuso , si va a Trieste . Un bel parcheggio a Moggia , da dove possiamo vedere tutta Trieste , splende il sole , e facciamo quattro chiacchere con una coppia che ci dà un po’ di dritte per la nostra visita di domani.
Sveglia presto , lavanderia che lava bene e non asciuga niente , e quindi almeno tre ore di stop in una latro parcheggio con il furgo e gli alberi a fare da stendino. Quando il sole ha fatto il suo dovere andiamo a visitare la Risera di san Sabba , unico lager italiano che ha avuto il forno crematorio, ora trasformato in un opera d’arte in ferro, i muri , le croci, le piccole celle, le testimonianze e che scorrono su piccoli schermi, sono colpi al cuore, sono voci che non smettono di parlare e che ci insegnano a non ripeter errori fatali, ci insegnano e basta.

Il sole splende ancora e andiamo a fare una passeggiata in centro , ricco di palazzi eleganti , è una piazza, che ce ne sono poche altre al mondo, tutto ci appare molto elegante , e ci piace ascoltare le persone parlare in tante lingue diverse, qui un partitivo a base di prosciutto crudo e una buona bollicina ci sta come il cacio sui maccheroni. Ultima tappa la vista al castello di Miramare, sono romantica in primis e poi ho scoperto che è stato il luogo in cui i miei genitori hanno passato il loro primo week end d’amore .
Il castello è l’immenso parco sono avvolti da una nebbia fitta , ma sono ugualmente affascinanti , i giardini , le serre , le scuderie , tutto guarda il mare e tutto è curato nei minimi dettagli .
Alle 18.30 il parco chiude e un po’ di corsa ma riusciamo a vedere quasi tutto, la nebbia è sempre più fitta , decidiamo quindi di salire in alto , verso il santuario del monte Grisa , che triestini chiamano il formaggino perché da lontano ha proprio la forma di un formaggino .
Ci hanno detto in quella zona ci sono delle trattorie che propongono la vera cucina della zona a prezzi accessibili .
La nebbia si è diradata , trovato un parcheggio per la notte , in un paese che il nome e’ tutto un programma , Prosecco.
Proprio vicino guarda caso c’è la trattoria sociale , cucina balcanica , che vi regala una cena che sarà difficile da dimenticare , gnocchi col goulah per Ciccio , gnocchi con le pere e ricotta per me, un rotolo ripieno di prosciutto e formaggio alla griglia dal nome impronunciabile ma dal sapore inimitabile , strudel , il tutto accompagnato da una malvasia della zona .
Si può proprio andare a dormire felici e contenti

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