Giorno 37-38 Salutiamo la Turchia, e rientriamo in Grecia

La mattina ha l’oro in bocca, oggi abbiamo da visitare l’antica città di Troya , che a dire la verità pensavamo si trovasse in Grecia , ma invece è in Turchia in una piccola cittadina turca, sopra lo stretto dei Dardanelli. Una strada tra gli olivi, e le campagne. Il sito archeologico è praticamente in mezzo al nulla. Ci sono in ordine un Hotel che si chiama Troya , un negozio di Souvenir con lo stesso nome, e una sbarra, costo del biglietto del sito 26 Euro a persona, troppo per noi , e troppo anche per i turchi, che sicuramente non possono permetterselo, un peccato infatti non c’è nessuno. Se abbassassero il prezzo del biglietto almeno fuori stagione, la cultura sarebbe a portata di tutti.

Pensate che il costo del pane in Turchia e di 30 centesimi e il diesel , curiosità in turco si chiama Motorin, non arriva all’euro.

Poco male, il ragazzo alla sbarra forse lo ha capito, ci lascia arrivare all’entrata e fotografare la copia del famoso cavallo.

Ripartiamo un po’ delusi o forse no, scendiamo a Camakkale, sullo stretto dei dardanelli, un piccola cittadina, ben curata dove svetta la seconda copia del famoso Cavallo, una riproduzione in miniatura della vecchia troia, e un lungomare molto bello. Siamo qui sia per la bella cittadina sia per imbarcarci sul traghetto che ci farà attraversare lo stretto. Si perchè il famoso ponte sul stretto è anche quello decisamente caro , circa 25 euro, contro i 16 del traghetto, con gabbiani che ci vengono a salutare e delfini che ci seguono. Infatti i traghetti sono pieni e la grande opera del ponte semivuota. Chissà sarà la stessa fine del ponte sullo stretto di Messina.

Scesi dal traghetto siamo di nuovo nel continente europeo. Che soddisfazione, siamo riusciti a portare il nostro furgoncino in ben tre continenti, diciamo la verità è lui che ha portato noi.

Si prosegue questa volta verso Gallipoli, turca naturalmente, bella la turchia fino ad ora , ma la nostra Gallipoli in Puglia ha una marcia in più, qui c’e solo un grande porto , e tutto un po’ fatiscente. Ci fermiamo per un boccone, pesce fritto e patatine e siamo ripartiti per trovare il nostro ultimo parcheggio per la nostra ultima notte in Turchia.

Trovato spot fronte mare in compagnia di un gruppo di famiglie turche con le loro Roulottina che sembrano andare tanto di moda . Ciccio butta la canna, io preparo cenetta e tento di scrivere qualcosa , intanto di là grigliano e bevono come se non ci fosse un domani , e come sempre in queste settimane ci offrono da bere, accettiamo il primo bicchiere e svicoliamo dicendo che domani dobbiamo ripartire .

Ci mancherà la Turchia e soprattutto la gente che sembra sempre un po’ timida , un po’ chiusa , ma alla fine basta un sorriso e sono molto generosi .

Svegliarsi in riva al mare e’ una gioia sempre , i nostri vicini se la dormono beatamente, dopo i bagordi di ieri non avevamo dubbi. Ripartiamo di buona lena, oggi abbiamo la dogana da fare e piano piano risalire la Grecia. Dogana fatta , nessun problema a parte una piccola multa che abbiamo preso a Smirne , altra parentesi in Turchia la polizia non ti ferma mai , ma hai come l’impressione di essere sempre sotto controllo.

Per un po’ basta coste e optiamo per il paese di Xanthi famosa per l’elegante città vecchia con le case dai muri colorati e le finestre in legno , tanti piccoli localino colmi di gente e per il carnevale , ci capitaniamo un mezzo facciamo anche la foto con Shrek che adoriamo.

Su e giù per strade e stradine ci fa venire fame , una bella taverna in riva al mare Neo Perhamos e’ l’ideale. Polipo alla griglia , cozze in un sughetto al pomodoro , e una feta fritta con miele e sesamo, eletto all’unanimità uno dei piatti più buoni di questa vacanza.

Sotto le coperte domani si ava avanti

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