Dopo la tappa di Pamukkale diciamo che abbiamo raggiunto i nostri obbiettivi , arrivare in Turchia , entrare in Asia , visitare Instabul, Pamukkale. Abbiamo visto anche il tempio di Afrodite che ci ha colpito parecchio. A dire la verità ci sarebbe piaciuto anche vedere la Cappadocia, ma ci siamo guardati negli occhi, la strada è ancora tanta, le temperature laggiù sono ancora rigide, in Mongolfiera ci siamo già stati e quindi votiamo all’unanimità per scendere verso il mare.
Dopo le montagne e la neve, ci svegliamo apriamo il portellone e vediamo bene questa spiaggia lunga , il mare è pulitissimo anche se mosso da un vento forte, ci sono anche i bagni pubblici, aperti e pulitissimi, non ci era mai capitata una cosa del genere nei nostri viaggi in Italia e all’estero.
Si riparte per andare a visitare Kas, una bella cittadina, ricca di piccoli ristoranti sul mare, di negozi e negozietti. facciamo un po’ di spesa, tra cui le seppie per la nostra cena e proseguiamo alla ricerca di altre spiagge e spiaggette. La strada corre lungo la costa e mano a mano che la si percorre il mare assume colori diversi che vanno dal verde smeraldo al blu intenso al celeste.. Vicino a Kas c’è una penisola, rigogliosa di vegetazione e sembra ci sia anche un super posticino dove mettere il furgoncino. Per arrivarci un po’ di curve , ma le facciamo volentieri. Vista meravigliosa , un gatto che si è accasato sul nostro divanetto e ha anche pranzato con noi. Ciccio parte in esplorazione a piedi, passa mezz’ora e mi sale il panico, vorrei mangiarmelo vivo ma lui con un sorriso da bambino felice mi annuncia che ha trovato un posto più bello , va bene impacchettiamo e saliamo sul furgone , mezz’ora di strada da panico e ci siamo , un paradiso a picco sul mare ,
Tira un vento che da far concorrenza alla bora di Trieste , e il furgone dondola.
Ci mettiamo al riparo e proviamo a dormire, poco e già con il pensiero della strada da fare la mattina. Colazione veloce e subito in marcia, e ci accorgiamo che sopra di noi c’è una bella strada asfaltata.
Risalendo lungo la costa , arriviamo in una spiaggia dal mare turchese , sembra una piscina … i Caraibi gli fanno un baffo . Ristorantino aperto sulla spiaggia , e ne approfittiamo per assaggiare due piatti tipici. Il menemen è una zuppa del giorno a base di fagioli e limone

Tutto questo sogno per un totale di 9 euro e 50, si riparte ancora colori e spiagge. Altra strada altre curve e dopo un lago c’è in un piccolo golfo un piccolo porto le cui acque sono verde smeraldo e ci sono migliaia di pesciolini . Proviamo a pescare anche noi insieme ad altri pescatori locali , due ore , con due canne zero pesci. Dopo tredici anni di insuccessi pensiamo sia ora di cambiare sport.
Una notte tranquilla , risveglio e colazione in un piccolo locale lungo la strada dove due signore ci preparano il Gozleme , una specie di piadina turca ripiena di formaggio e verdure , pomodori e olive . Il the turco ci regalano le arance , conto 5 euro.
Un altra spiaggia in altra sorpresa una laguna dove depositano le uova le tartarughe , aperta agli esseri umani di giorno, e solo per le tartarughe la sera . Che bella cosa …
Ancora strada non ci si ferma mai , un porticciolo , nuovi amici che ci offrono un paio di birre e due spaghetti . Stanchi morti si va a dormire

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