Giorno 27 e 28 quante corse ma tanta Turchia

Un risveglio felice sul nostro furgoncino, presto presto quasi l’alba , in un piccolo paesino sulle coste del mar di Marmara che ha un colore scuro scuro, il ciccio mi dice perchè è profondissimo. Compriamo il pane come nostra abitudine, pagato 15 lire turche , praticamente 30 centesimi, e subito dopo ci imbattiamo in una cooperativa di pescatori, e il furgone praticamente si è fermato da solo, sa benissimo che non sappiamo resistere al pesce fresco, orate, branzini , tonnetti sarde e sardine ci saremmo praticamente comprati tutto, ma non si può ci accontentiamo di mezzo chilo di sarde, che il pescatore gentilissimo ci pulisce. per un totale di neanche due euro.

Si riparte la missione di oggi è arrivare a Pamukkale, dove ci sono e famose vasche di acqua calda di travertino I chilometri sono tante e la strada non proprio agevole, in marcia quindi. Curva a destra , poi a sinistra e avanti fino a quando non ci imbattiamo in un paesone grande, con una confusione, macchine motorini, botteghe , ci sembra un po’ di essere ritornati in Marocco. Dieci minuti di pausa dopo tre ore di viaggio, individuato un oarcheggio ci ritroviamo in mezzo ad un mercato anch’esso alla stazione degli autobus, vendono di tutto, ma ci colpisce la verdura ha delle dimensioni da record, mai visti in vita porri così lunghi. Con un euro riempiamo il furgone anche di verdure. Si riparte , ma cavoli non possiamo non fermarci al tempio di Afrodite, patrimonio dell’unesco. . Ancora sassi sbuffa il Ciccio., ma questa volta sono talmente belli che anche lui si innamora delle opere d’arte che ci troviamo di fronte. Bisogna ripartire sennò stasera ci tocca dormire chissà dove, curve salite , strade non proprio belle, il sole cala e la strada e la stanchezza si fanno sentire. Arriviamo finalmente a destinazione, rallentiamo un pochino e veniamo catturati immediatamente da un ragazzo che ci chiede se domani all’alba vogliamo salire in mongolfiera e vedere lo spettacolo delle terme dall’alto. Ci lasciamo convincere, contrattando il prezzo. Lasciamo un anticipo e lo aspettiamo davanti al furgone la mattina seguente. Avremmo fatto bene, non è che ci ha preso in giro, come sarà quest’esperienza , ne varrà la pena. Mille domande affollano la mente la notte passa in fretta e all’alba siamo pronti. Puntualissimi, si parte. La mongolfiera si gonfia, che emozione, ci guardiamo con gli altri passeggeri, gli occhi brillano e il cuore comincia a correre. Si sale, piano piano, insieme a decine di altri palloni, foto, sorrisi, e voliamo alti nel cielo.

Con i piedi a terra un brindisi, con uno spumante analcolico e ci danno anche il diploma. In programma avremmo avuto la visita al parco delle terme, ma siamo gia un po’ fuori budget , e quindi prima di acquistarlo facciamo un giretto di perlustrazione, e ci avviciniamo a queste bianchissimo montagne di marmo, il ciccio individua una stradina senza cancello, anzi il cancello c’è , ma basta girarci intorno e si entra, noi ci proviamo, io vedo un rigagnolo di acqua che scende , è tiepida, in due nano secondi sono senza scarpe, pronta metterci il piedino, peccato che in quell’istante la sicurezza ci vede, e ci dice di uscire., ed io a piedi nudi, con i calzetti in mano, le scarpe infilate a meta, mi metto a camminare velocemente verso l’uscita e il Ciccio ride come un matto. Usciti senza conseguenza , arriviamo in un piccolo laghetto, gratuito dove fanno il bagno le oche , e io ancora a piedi nudi li immergo nelle acque gelide gelide insieme ai pennuti.

Dopo questa, possiamo anche ripartire, abbiamo proprio fatto tutto. Si scende e si va al mare, peccato che noi nelle cartine guardiamo i chilometri e non facciamo attenzione ai dislivelli. e nel giro di un paio di ore ci ritroviamo a 2000 metri a giocare a palle di neve.

Le montagne sono candide, il cielo blu intenso, lo spettacolo è unico ci sembra di essere in paradiso. Ci siamo noi è qualche famigliola turca che fa picnic. Ci saremmo fermati di più, ma come sempre quando viaggi in van come noi, dopo le tre del pomeriggio bisogna cercare un posto per dormire.

Scendiamo scendiamo, tra tornanti e cascate fino al arrivare al mare dai mille colori. Pronti a scoprire questo lato mediterraneo della Turchia.

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2 risposte a “Giorno 27 e 28 quante corse ma tanta Turchia”

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    Anonimo

    Ma che meraviglia, grazie per questo diario! Qualche posto lo conosco, qualcuno no, ci vado con voi 😉

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    1. Avatar pikaciccio

      graie a te che ci leggi, il viaggio continua e scopriremo insieme altre mete

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