17mo e 18mo giorno, il viaggio continua e regala nuove sorprese.

Giornata bagnata giornata fortunata ? Insomma tutto grigio, e le goccioline sul vetro del portellone del furgone non sono proprio un buon inizio. Nessun problema, ci prepariamo una colazione sana e buonissima, yogurt greco di pecora, miele, arachidi, e banana. Un mix sano di quello che abbiamo comprato al mercato di Kalamata. Ciccio apprezza anche se non è il suo solito panino. Guarda dal finestrino e si rimette sotto il piumone per un altro paio di ore. Ne approfitto per continuare con il mio libro. Il programma di oggi prevede un po’ di strada per arrivare a vedere lo stretto di Corinto. Immagina vista e rivista sui libri di scuola di geografia.

Il navigatore ci porta davanti ad un paio di edifici, con ristorante e tabacchino annesso con il nome Canale di Corinto, fatiscenti e anche un po’ squallidi, Ci guardiamo perplessi in giro, quattro paroline io gliele avrei dette al navigatore, e troviamo una discesa e li a pochi metri lo spettacolo del canale. Una breccia profonda 80 metri che collega il mar egeo e il mar Ionico. Impressionante davvero, molto di più di quello che potevamo immaginarci. Due foto per il nostro diario di viaggio, e la fame comincia a farsi sentire. Di mangiare allo street food del canale non se ne parla ma a oche centinaia di metri di distanza, proprio vicino al ponte dell’istmo c’è la taberna greca che fa al caso nostro.

Veranda sul canale, grigliata mista, patatine , tzatziki e salsa gialla e coca cola , prezzo giusto meglio di così.

Il tempo un po’ si è aggiustato, e noi cerchiamo un posticino tranquillo per parcheggiare, in Grecia fuori stagione è facile ce ne se sono a centinaia e tutti bellissimi . Una spiaggia di sassolini bianchi e mare azzurro, un paio di vicini camperisti e anche stasera è andata.

Ci si sveglia di nuovo con un tempo uggioso, pcoc male abbiamo studiato un paio di mete dove vedere un po’ di storia. Precorriamo i primi 50 km e ci ritroviamo in una cittadina , Eleusi, caratterizzata da grandi fabbriche, oleodotti gasdotti, non sappiamo bene cosa, ma tutt’altro che bella. In centro si trova un piccolo museo con all’esterno una serie infinita di reperti dell’antica Grecia. La cosa che ci colpisce di più è un murales che esprime la sofferenza delle antiche rovinate incastrare e ricoperte da fumo e ciminiere.

Un po’ deluso , cerchiamo di raggiungere Tebe, altra piccola cittadina questa volta circondata da boschi, ma caotica e per niente invitante, l’unica cosa che ci colpisce è un panificio che profuma di pane e di buono e ci permette di assaggiare con pochi euro un triangolo di pasta filo con la feta e olio di oliva, la Tiropitakia , ah la felicità.

I gradi della temperatura che ci indica il computer del furgone continuano a scendere e anche il nostro entusiasmo, cerchiamo uno spot per parcheggiare questa notte e questa volta anche la nostra app ci delude, il parcheggio c’è , ma è su una palude un po’ inquietante, ne individuiamo un altro si riparte, siamo stanchi e stufi, quando sbagliando strada vediamo un po’ di macchine e furgoni parcheggiati in un grande piazzale , e il Ciccio vede del fumo. Andiamo a vedere non può essere peggio della palude se c’è così tanta gente.

Così abbiamo trovato le famose terme libere di Temopili, note fin dall’antichità. per le sue acque a 40 gradi ricche di proprietà. in trenta secondi siamo in costume, felici e contenti come due bambini.

La giornata no è ancora finita, siamo stanchi dai tanti chilometri, un’altro parcheggio in riva al mare nel Golfo Maliaco. Un piccolo porticciolo, e una taberna, che come ci sembra di capire in Grecia sono una vera e propria istituzione.

Arriva anche la musica, entriamo per bere una birra, anzi vogliamo provare il famoso Uzo. . Ci accomodiamo, visti i prezzi buoni quasi quasi ceniamo qui. Ci si avvicina un membro della compagnia che sta festeggiando al tavolo in fondo e ci chiede se siamo italiani, certo e fieri di esserlo, ci invita a festeggiare l’onomastico del cugino insieme a loro. Ma lo sapevate che in Grecia si festeggia più l’onomastico rispetto al compleanno. Morale della favola, ci siamo sentiti subito in famiglia, gli Uzo sono moltiplicati e la cena è diventato un banchetto reale . Tutto buonissimo , in particolare la salsa di pane e aglio, che appena torno a casa vogliamo provare a fare. Balli canti e abbracci e il ricordo di questa giornata rimarrà nei nostri cuori

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