L’alba che ci riserva questa location per la nostra colazione è qualcosa di indimenticabile, la giornata però non parte nel migliore dei modi. i sintomi dell’influenza si fanno sentire, troviamo un mercato e facciamo un po’ di spesa, il Ciccio si mangia un bel panino con la porchetta, che era più della porchetta con un pò di pane. C’è un po’ di nervosismo e complici alcune battute infelici, ne nasce una bela discussione, si litiga anche nelle migliori famiglie . Una minaccia di tornare a casa, una lacrima per scoppiare poi in una gran risata, e sempre seguendo la nostra efficientissima app ci ritroviamo in un piccolo porticciolo a Istaminka a Lesina. Un sogno le barche dei pescatori alle spalle, una mozzarela e un caciocavallo appena comprati ,una pineta e una piccola spiaggia. Un tramonto, un saluto ai signori tedeschi dell’altro camper, e ci addormentiamo cullati dal suono delle onde.
Buon giorno mare , buon giorno mal di testa e mal di gola. Mi sveglio che sembro un cadavere con una spada conficcata in gola, non volevo essere cruenta, ma non ero proprio bella da vedere. Un te caldo con il miele, un antiinfiammatorio e sciarpa mi faccio forza e mi metto tranquilla lato passeggero, e mi godo le curve della strada litoranea che porta a Peschici. Quanti ricordi abbiamo entrambi quante volte siamo stati qui per le vacanze estive, non insieme, e non d’inverno però. La strada con poche macchine, sembra più corta e scorrevole, e il panorama ancora più bello. Arriviamo a Peschici, con il suo fascino greco che ricordavamo, addobbata a festa per Natale, è un po’ come se la vedessimo per la prima volta.
Tanta bellezza fa girare la testa, anzi no ho proprio un gran mal di testa. Torniamo in furgone alla ricerca di un posto ancora migliore dei precedenti, niente app questa volta ci affidiamo alla memoria, secondo centro , un parcheggio meraviglioso di fronte al trabucco Scialmarino. Chiediamo se possiamo fermarci per la notte al proprietario del ristorante, che ci accoglie con grande gentilezza dicendoci che possiamo stare nel suo parcheggio privato. Una breve passeggiata, tra gli scogli e i profumi delle erbe selvatiche, una breve ma simpaticissima conoscenza con un gruppo di ragazzi di Vieste, un po’ come se fossero i nostri figli.
Comincia a piovere, sono solo le cinque, il buio è calato, e io mi sento uno straccio. Sotto il piumone abbracciati, una spruzzata di timo così si respira meglio , un film e vediamo domani cosa succede.

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